Agenas, liste di attesa e attività intra-moenia

Agenas, liste di attesa e attività intra-moenia

20 Aprile 2026 Off Di La Redazione

 Qualcosa si muove ma non tutto. Il sistema di prenotazione tramite CUP si consolida nell’attività libero-professionale intramuraria, ma restano differenze regionali nell’organizzazione e nei tempi di attesa. È quanto emerge dal Report 2024 di Agenas sui monitoraggi nazionali ex ante dell’ALPI e sui volumi di prestazioni ambulatoriali e di ricovero erogate in regime istituzionale e libero-professionale. 

Secondo il documento, nel 2024 12 Regioni e Province autonome hanno utilizzato esclusivamente l’agenda gestita dal sistema CUP per le prenotazioni dell’intramoenia, una in più rispetto al 2023. Nelle restanti realtà, otto Regioni hanno registrato un utilizzo compreso tra il 70% e il 99%, mentre la criticità più marcata riguarda la Liguria, dove l’uso del CUP si ferma al 29,64%. 

Sul fronte dei tempi di attesa, nei quattro monitoraggi effettuati a febbraio, maggio, luglio e ottobre 2024 circa il 52% delle prenotazioni ha avuto un’attesa inferiore a 10 giorni. Un ulteriore 32% è stato fissato tra 11 e 30 giorni per le visite specialistiche o tra 11 e 60 giorni per le prestazioni strumentali. Il 16% supera invece tali soglie. 

Tra le prestazioni con tempi più rapidi figurano visite otorinolaringoiatriche, spirometrie semplici e alcuni esami cardiovascolari. Le maggiori criticità riguardano invece la mammografia, con il 29% delle prenotazioni monolaterali e il 36% di quelle bilaterali fissate entro 10 giorni. Seguono visita endocrinologica, colonscopia totale, visita oculistica e visita dermatologica. 

Il report evidenzia inoltre che nel 2024 tutte le Regioni e Province autonome hanno trasmesso i dati sui volumi delle prestazioni ambulatoriali. La Lombardia risulta la Regione con il maggior numero di prestazioni complessive, con un rapporto tra attività ALPI e istituzionale pari al 6%. A livello nazionale il ricorso alla libera professione per le visite specialistiche è sceso dal 10,1% del 2022 al 9,7% nel 2024. Per le prestazioni diagnostiche il valore passa dal 3,3% del 2023 al 2,8% nel 2024. 

Per Agenas, il quadro mostra un progressivo rafforzamento degli strumenti di tracciabilità e prenotazione centralizzata, ma conferma la presenza di disomogeneità territoriali che continuano a incidere sull’accesso ai servizi, anche su quelli più importanti.