Francesco Vaia: “Caso Benini impone riflessione su comunicazione delle cure“

Francesco Vaia: “Caso Benini impone riflessione su comunicazione delle cure“

6 Giugno 2026 Off Di La Redazione

“Il caso di Rita Benini, morta dopo aver rifiutato le cure chemioterapiche e dopo averle negli anni scorsi rifiutate anche per la figlia, ci impone una riflessione profonda. Non basta ridurre tutto allo scontro tra scienza e antiscienza: il punto centrale è la comunicazione”. Lo dichiara Francesco Vaia, ex direttore generale dell’ospedale Spallanzani di Roma e già direttore generale della Prevenzione sanitaria presso il ministero della Salute. Secondo Vaia, vicende come questa mostrano “quanto sia necessario spiegare con chiarezza alle persone il valore delle terapie, anche quando si tratta di cure difficili, pesanti e spesso devastanti come la chemioterapia. Non bisogna negare – aggiunge – che attorno alla sanità e ai farmaci esistano anche interessi economici importanti. Ma sarebbe un errore gravissimo lasciare passare l’idea che le cure vengano prescritte solo per favorire determinati interessi e non perché siano utili, necessarie o indispensabili per la salute dei pazienti”. Vaia invita a evitare semplificazioni e sospetti generalizzati. “Sarebbe come decidere di non andare più al cinema perché le major guadagnano molto, o di non seguire più il calcio o il tennis perché atleti, club e società sportive generano grandi profitti. La presenza di interessi economici non cancella automaticamente il valore di ciò che viene proposto”. “Serve equilibrio – conclude Vaia – e serve soprattutto una comunicazione capace di spiegare bene, con parole comprensibili e senza arroganza, perché certe cure sono importanti. In questo i media possono essere uno strumento formidabile: dare spazio a spiegazioni corrette e accessibili significa rendere un servizio pubblico essenziale”.