Solstizio d’Estate rovente
20 Giugno 2026L’ondata di calore annunciata sull’Europa e sull’Italia prende ufficialmente il via: un evento che, con ogni probabilità, si rivelerà eccezionale per durata, estensione geografica ed intensità. Non escludiamo che in alcune zone si possano raggiungere valori da record: questa configurazione ricorda molto le temibili estati del 2003 e del 2022. Dalle analisi delle carte meteo al suolo e in quota, viene confermata una potente rimonta di un promontorio anticiclonico subtropicale nei prossimi giorni; giorno dopo giorno assumerà una componente nordafricana sempre più marcata; infatti, le anomalie termiche previste per domenica a circa 1500m di quota: porteranno temperature sopra la media anche di 10-12°C sull’Europa occidentale; l’attuale configurazione barica accelera un effetto di pompaggio di aria sempre più calda dal rovente entroterra algerino-marocchino in direzione dell’Europa centro-occidentale, ma a seguire anche verso Mediterraneo e Balcani.Apice dell’anticiclone africano, e dell’onda di calore annessa, inizierà a partire dal prossimo weekend quando le temperature risulteranno sopra media anche di 10-12°C tra Spagna, Francia e Paesi Bassi, ma di 6-8°C anche sull’Italia centro-settentrionale (fino a 10°C sopra media sulle Alpi). Il Sud, e in particolare le estreme regioni meridionali, almeno in una prima fase saranno ai margini dell’ondata di calore con un caldo più contenuto, per quanto da piena estate. Su queste aree, con particola riferimento alla nostra regione, il grande caldo potrebbe tuttavia arrivare con la prossima settimana, quando l’asse anticiclonico dovrebbe piegare dalla Francia maggiormente verso l’Italia: in questa fase anche su queste aree si potranno superare punte di 34-35°C. In generale lungo le coste la canicola sarà smorzata dalle brezze marine ma qui si farà sentire maggiormente l’afa per via dei maggior tassi di umidità presenti. Farà caldo anche in montagna, con lo zero termico termico che schizzerà sopra i 4000-4440m per diversi giorni, in particolare sul settore alpino (un duro colpo per i ghiacciai: in questo periodo lo zero termico non dovrebbe superare i 3200-3300m). Temporanee rinfrescate si potranno avere durante i temporali che scoppieranno improvvisamente tra le ore pomeridiane e serali sui settori montuosi e, per quanto localizzati, potranno risultare anche forti dato il calore accumulato. Giorno dopo giorno, con l’inesorabile intensificazione del caldo, saliranno anche le temperature minime, che dai valori attuali assolutamente gradevoli, si porteranno su cifre piuttosto elevate. Da quel momento, infatti, e con tutta probabilità per gran parte della prossima settimana, farà caldo anche di notte (con valori anche di 27-29°C in tarda sera specie in città) e le minime potranno non scendere sotto i 22-23°C, specie nelle aree urbane. In questo caso si parlerà di ‘notti tropicali’ con anche sensazione di afa accentuata dall’umidità relativa in aumento nelle ore notturne, specie lungo le aree costiere e nelle grandi città. L’estate del 2026 giunge al termine di una primavera che ha mostrato, con estrema chiarezza, un clima europeo generalmente caratterizzato da una carenza di precipitazioni. Dai dati forniti dal Servizio di Copernicus per il Cambiamento Climatico (C3S), emerge come i mesi primaverili abbiano evidenziato un netto deficit di precipitazioni su gran parte dell’Europa occidentale, centrale e orientale. Questa fase secca ha interessato anche l’Italia, dove la persistenza di figure anticicloniche ha ostacolato il transito delle perturbazioni umide atlantiche, lasciando i terreni in condizioni spesso vicine all’aridità. Il deficit idrico è stato poi ulteriormente aggravato dalle temperature elevate che sono state registrate già nella seconda metà di maggio. Maggio 2026 è stato il secondo maggio più caldo mai registrato a livello globale, con un’accelerazione del riscaldamento in Europa superiore rispetto al resto del mondo. Un appello ai nostri governanti e quelli futuri di prendere in seria considerazione il cambiamento climatico e di attuare i relativi strumenti correttivi e le politiche consone ambientali.



