Aggressione al Policlinico Federico II, Vaia: “La violenza contro chi cura è una ferita per tutto il Paese”
3 Agosto 2026«L’aggressione avvenuta al Policlinico Federico II di Napoli è soltanto l’ultimo, in ordine di tempo, di una lunga serie di episodi che colpiscono gli operatori sanitari. Una catena di violenze che non è tollerabile e che dobbiamo interrompere con decisione». Lo afferma Francesco Vaia, componente vicario dell’Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, già direttore generale dell’Istituto nazionale per le malattie infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma.
«Sono stati fatti passi avanti , ed è giusto riconoscerlo, anche sul piano legislativo. Ma questo, da solo, non basta. Occorre ricostruire una sensibilità collettiva sul rispetto dovuto ai professionisti della salute. È una responsabilità che riguarda tutti e alla quale devono concorrere anche i media, ai quali rivolgo un appello sincero: contribuiamo a far sì che il rispetto per gli operatori sanitari, e per i medici in particolare, torni a essere un valore condiviso dall’intera comunità».
Vaia richiama poi uno dei momenti simbolo dell’emergenza pandemica: «Ricordo il 2 giugno 2020, quando il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella scelse di celebrare la Festa della Repubblica allo Spallanzani. Il Presidente volle rendere omaggio ai camici bianchi impegnati nella lotta contro il Covid-19. In quell’occasione disse che il personale sanitario è un patrimonio del Paese, da rispettare, valorizzare, rafforzare e difendere. Sono parole che conservano ancora oggi tutta la loro forza. Al di là dell’impegno della politica, che dovrà continuare a rafforzare gli strumenti di tutela, spetta anche a noi cittadini, agli opinion leader e al mondo dell’informazione costruire un tessuto culturale nel quale la violenza contro chi cura diventi impensabile e socialmente inaccettabile. Le leggi sono indispensabili, ma da sole non bastano: serve una crescita culturale dell’intero Paese».


