Davide Pulimeno: “Il rugby italiano cresce, ma è necessario valorizzare il campionato”
2 Agosto 2026

Rugbista italiano Davide Pulimeno ha militato anche nella nazionale svizzera e nella nazionale Seven di rugby in Croazia.
Il rugby è uno sport “virile” che ha avuto successo in tutti i paesi anglofoni ed anche in Francia. Come mai da noi ha stentato così tanto ad affermarsi?

Il problema rimane di visibilità e appetibilità da parte di sponsor , soprattutto del massimo campionato nazionale. In media ci sono circa 1000 spettatori a partita e questo indubbiamente non aiuta. Rendere il campionato domestico di alto livello e non vincolare il tutto alle due franchigie professionistiche potrebbe aumentare sicuramente la visibilità.
La nazionale italiana ha fatto per anni da “sparring partner” alle più quotate formazioni inglesi e francesi. Immancabile l’attribuzione del cucchiaio di legno che era appannaggio dell’ultima squadra classificata nel torneo delle nazioni. Oggi le cose non stanno più così e la nazionale italiana di rugby raccoglie successi ed incute rispetto in tutto il mondo. Da cosa è stata determinata questa svolta?
Sicuramente poter avere una profondità in panchina maggiore, rispetto gli anni scorsi aiuta la nazionale. Anche considerando che ad oggi è imprescindibile creare un gruppo coeso e costruire sullo stesso.
L’alimentazione tipo per un giocatore di rugby.
Prediligere carboidrati prima degli allenamenti , giusto apporto di grassi e Proteine per il recupero.Il must di qualsiasi atleta che sfrutta sistemi energetici diversi.
C’è qualcosa o qualcuno che l’ha orientata a scegliere questa pratica sportiva molto spettacolare ma anche molto dura?

Sicuramente in famiglia ho avuto due zii che hanno giocatore nella squadra locale cittadina, poi un caro amico di famiglia mi ha portato al campo per provare nonostante non ci fosse la mia leva giovanile a 10 anni, neanche a farlo apposta dopo pochi allenamenti mi ruppi un dito e andai a vedere tutte le partite della prima squadra e fu amore.
Quali i suoi progetti per il futuro?
A breve terminerò la mia seconda laurea in podologia e cercherò di sfruttare le competenze in ambito sanitario magari cercando di portarle in qualche realtà in ottica di osservazione e prevenzione. Il ruolo del podologo può essere una figura fondamentale in uno sport come il rugby.


