Provvedimenti economici del Governo: un rischio per i vigilantes

Provvedimenti economici del Governo: un rischio per i vigilantes

27 Marzo 2020 0 Di La Redazione

Coronavirus, il presidente Mattarella ha firmato il decreto Cura Italia dando via così alla cassa integrazione in deroga e alle indennità per gli autonomi.

 

A lanciare l’allarme sulle possibili negative ricadute occupazionali del provvedimento è Giuseppe Alviti, leader Associazione guardie particolari giurate: “Facciamo attenzione che la cassa integrazione per covid-19 non diventa un alibi per licenziare dipendenti da parte di aziende e imprese medio piccole della vigilanza privata”.

In dettaglio il testo adottato prevede: cassa integrazione (Cig) in deroga fino a 9 settimane in deroga per tutto il territorio nazionale e per tutti i settori produttivi, per un periodo massimo di 9 settimane. Ed è valido anche per le imprese escluse dagli ammortizzatori sociali, comprese quelle agricole, della pesca e del terzo settore, previo accordo sindacale anche in via telematica (accordo non richiesto per i datori di lavoro che occupano fino a cinque dipendenti). È escluso il lavoro domestico. Prevista, inoltre, la possibilità di cassa integrazione ordinaria, per un massimo di nove settimane, per i datori di lavoro che hanno dovuto sospendere o ridurre l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza. Autorizzata la cassa integrazione ordinaria anche per le imprese che già si trovano in Cig straordinaria e un assegno ordinario fino a 9 settimane per le imprese che hanno in corso l’assegno di solidarietà.

Il Presidente nazionale associazione guardie particolari giurate Giuseppe Alviti ha dichiarato: “L’entità dell’impatto sul Pil del coronavirus è difficile da quantificare e dipenderà dalla durata e dalla diffusione della crisi sanitaria a livello nazionale e internazionale. In assenza di misure efficaci e tempestive di politica economica – non solo in Italia – il rischio peggiore è che si verifichi un avvitamento tra shock della domanda e dell’offerta in grado di provocare una forte e prolungata recessione che arrivi al licenziamento di unità operative e per gli istituti di vigilanza privata più piccoli oltre il licenziamento delle guardie giurate anche la chiusura delle stesse attività”.