Il rilancio del ruolo pubblico del Servizio Sanitario Nazionale: quando il sindacato promuove
7 Maggio 2026Una tema ampio e complesso al centro del dibattito politico sociale della Regione Campania.
Rafforzare la qualità e ottimizzare la presenza del sistema sanitario e sociosanitario campano sembra essere una esigenza immediata e concreta. Che la sanità campana viva in una condizione di forte sofferenza ce ne accorgiamo tutti: liste di attesa fuori controllo, pronto soccorsi saturi e invivibili, carenza cronica di personale, ritardi nell’attuazione delle case di comunità, medicina territoriale fragile , rinuncia alle cure in crescita. Dietro queste statistiche, andando nel sociale, ci sono persone, anziani soli e famiglie che, impossibilitate a pagare di tasca propria l’assistenza sanitaria, sono costrette a rinunciare a visite, farmaci e terapie per mancanza di risorse economiche. Medici, infermieri e operatori socio – sanitari stremati dall’eccessivo lavoro, in numero insufficiente rispetto ai bisogni reali della popolazione . In un simile scenario emerge quindi laconsiderazione che il diritto costituzionale alla salute, art 32 della Somma Carta, rischia di diventare un diritto esclusivo di pochi. E qui nasce l’esigenza di un confronto immediato ed urgente. Nel nuovo Plesso Universitario di Scampia il 15 Aprile c.a. il sindacato Cisl con un’assunzione di responsabilità politica, ha convocato gli Stati Generali della Sanità Napoletana. Una convocazione nata dall’esigenza di promuovere un confronto ampio, responsabile, orientato a rafforzare la qualità del sistema sanitario e socio sanitario e a rilanciare quindi il ruolo pubblico del servizio sanitario regionale.
Il sindacato campano della Cisl ha convocato i Consigli Generali di categoria di tutte le sue strutture e soprattutto operatori medici e paramedici, universitari, per proporre una riforma del sistema sanitario regionale attraverso l’analisi e la soluzione dei suoi nodi strutturali: separazione tra sanitario e sociosanitario, integrazione con gli ambiti territoriali, ritardi nell’utilizzo delle risorse attribuite dal PNRR, valorizzazione delle persone e del capitale umano, governance del sistema. Tutto ciò attraverso un modello di programmazione che parta dalla verifica attuativa dm 70 e dalla verifica della reale disponibilità di posti letto spesso presenti sulla carta ma non realmente attivi. Di qui il sovraffollamento dei pronto soccorso, le permanenze prolungate inappropriate, lecarenze gravi nelle aree di lungodegenza e riabilitazione, l’implementazione di un monitoraggio pubblico permanente di verifica e controllo, il superamento del precariato sanitario e l’ attuazioneimmediata delle stabilizzazioni per assicurare un livello non più tollerabile di lavoro precario nel sistema sanitario campano. In linea con la disposizione della recente Legge di Bilancio, in meritoalla stabilizzazione del personale avente diritto, urge attivare i percorsi di stabilizzazione, garantire uniformità tra le aziende sanitarie, istituire una cabina di regia per la verifica delle prestazioni non erogate e delle criticità inerenti la diagnostica. Nel documento finale della CISL di Napoli al convegno degli Stati Generali della Sanità, emerge la necessità di rafforzare la ricerca e la formazione sanitaria che rappresenta la leva strategica per il rilancio del sistema e per contrastare la fuga di competenze verso regioni con sistemi più evoluti. A tal fine viene identificata la necessità di incrementare il finanziamento alla ricerca sanitaria e socio sanitaria valorizzando le eccellenze, aumentare in modo strutturale i posti di formazione e specializzazione con obiettivi coerenti al fabbisogno reale, finanziare posti aggiuntivi con risorse regionali, favorire quindi la permanenza dei professionisti nei nostri territori.
Il diritto alla salute non è negoziabile L’insufficiente programmazione di posti di specializzazione rappresenta oggi una delle principali cause della carenza di personale. Senza ricerca non c’è innovazione, senza formazione non c’è sanità pubblica, senza programmazione non c’è futuro. Il ruolo del sindacato diventa di volano per assicurare un valido strumento fondamentale di partecipazione proposta e programmazione. Il valore delle relazioni sindacali diventa elemento strutturale della governance del sistema sanitario e sociosanitario, attraverso il quale sarà possibile costruire politiche efficaci e condivise capaci di rispondere alle reali esigenze dei cittadini e dei lavoratori. L’auspicio è di un lavoro condiviso con le amministrazioni politiche perché Napoli, la città, la regione Campania hanno bisogno di una sanità pubblica forte e non residuale, non privatizzata e non diseguale con le regioni del nord. L’ARIT 32 della nostra costituzione è chiaro: il diritto alla salute non è negoziabile, e non lo è nè per gli anziani , nè per i lavoratori , nè per i medici, né per le famiglie né per chi vive nelle periferie, e non può essere più forte al nord che al sud nè può essere condizionato al codice di avviamento postale.


