L’associazione malati di Alzheimer chiede un confronto sereno con l’Aifa
2 Luglio 2026Dopo il dibattito acceso di questi giorni, scaturito dal secondo parere negativo espresso dalla Commissione Scientifica ed Economica del Farmaco (CSE)rispetto all’impiego di alcuni famaci, AIMA – Associazione Italiana Malattia di Alzheimer lancia un appello a tutte le parti coinvolte affinché il confronto prosegua e sia utilizzato ogni margine ancora disponibile per individuare una soluzione nell’interesse dei pazienti e del Paese.
“Abbiamo espresso con chiarezza la nostra delusione per la decisione della CSE. Oggi, però, sentiamo il dovere di richiamare tutti a un atto di responsabilità, per non perdere l’occasione di intervenire sull’intera rete di cura dell’Alzheimer. Il confronto non può fermarsi qui. È il momento che ciascuno faccia fino in fondo la propria parte, mettendo il bene dei pazienti davanti a ogni altra considerazione” ha dichiarato Patrizia Spadin, Presidente di AIMA.
“Si è parlato molto dello stop all’innovazione e alla ricerca, della delusione dei pazienti che avrebbero potuto accedere alle nuove terapie e dello sconforto degli specialisti che hanno già avuto modo di utilizzarle. Tutti temi importanti. Ma il rischio ancora più grande è perdere la straordinaria opportunità di rafforzare finalmente la rete italiana per la diagnosi e la presa in carico dell’Alzheimer. Il sì alle nuove terapie può rappresentare la spinta decisiva a colmare i divari territoriali, rafforzare i Centri per i disturbi cognitivi e le demenze e rendere più uniforme l’accesso ai percorsi di cura in tutto il Paese” ha aggiunto Spadin.
“Chiediamo a istituzioni, comunità scientifica e aziende di non considerare concluso questo percorso. C’è ancora spazio per il dialogo e per una soluzione condivisa, che consenta di non disperdere un’occasione storica per i pazienti e le loro famiglie. Se non ora, quando?” ha concluso Spadin.



