Contestazione e diffida del Nursing Up e del CSA ai vertici dell’Asl Na1 Centro
15 Agosto 2026“Le scriventi Organizzazioni Sindacali intervengono nuovamente e con la massima fermezza – si legge nella nota inviata alla stampa -i n merito all’indirizzo programmatico aziendale avente ad oggetto la rimodulazione oraria e il riassetto organizzativo della turnistica del personale infermieristico, ostetrico e OSS nei Presidi Ospedalieri dell’ASL Napoli 1 Centro.
È doveroso premettere che, in data 3 agosto 2026, con nota unitaria (Prot. 0302/2026), le scriventi OO.SS. avevano espressamente richiesto la sospensione di ogni adempimento consequenziale alle prime disposizioni emesse e la contestuale convocazione urgente di un tavolo di confronto sindacale, in adempimento agli obblighi di informazione e concertazione previsti dal vigente CCNL Comparto Sanità. Ciononostante, anziché registrare un’apertura al dialogo e una necessaria pausa di riflessione, si assiste all’estensione indistinta di tali direttive sull’intera rete ospedaliera aziendale, ignorando del tutto le sollecitudini avanzate dai rappresentanti dei lavoratori. Tale scelta appare ancora più inopportuna e anacronistica sotto il profilo temporale, giacché viene calata d’imperio nel pieno della stagione estiva, un periodo tradizionalmente dedicato alla fruizione delle ferie e al costituzionalmente garantito recupero delle energie psicofisiche del personale. Imporre ai coordinatori e alle strutture di riorganizzare i prospetti orari per il mese di settembre proprio in questo frangente significa alimentare un clima di forte fibrillazione e generare un ingiustificato ed elevatissimo livello di stress lavoro-correlato su operatori già provati da croniche carenze organiche e da turni di servizio estremamente gravosi”.
“Sotto il profilo strettamente organizzativo e sanitario – continua il sindacato – , la disposizione appare viziata da una profonda mancanza di visione strategica e di contestualizzazione. L’Azienda ha infatti applicato una misura rigida ed omogenea su tutti i presidi ospedalieri, senza operare alcuna distinzione tra le strutture dotate di Dipartimenti di Emergenza ed Accettazione (DEA) / Pronto Soccorso attivi nelle 24 ore e gli altri ospedali o presidi territoriali. Si tratta di un’equiparazione illogica che non tiene conto dei reali carichi di lavoro, della complessità assistenziale e dell’imprevedibilità che caratterizzano l’emergenza-urgenza. La Dirigenza delle Professioni Sanitarie e la Direzione Aziendale dovrebbero invece indirizzare le proprie energie verso un reale ed efficace potenziamento della sanità territoriale, anziché perseguire un progressivo e pericoloso depotenziamento degli ospedali. Ad oggi, infatti, la rete ospedaliera rappresenta ancora l’unica risposta concreta, tempestiva e strutturata ai bisogni di salute dei cittadini. La razionalizzazione delle risorse dovrebbe passare attraverso una vera e rigorosa lotta agli sprechi e ai privilegi e non attraverso tagli lineari o contrazioni della presenza di personale assistenziale nei reparti di degenza”.
E ancora: “A tal proposito, appare di estrema gravità la prospettiva di ridurre la dotazione organica nelle fasce orarie notturne. È ampiamente dimostrato dalla letteratura scientifica e medica che il lavoro notturno costituisce un’attività altamente usurante, capace di alterare profondamente i ritmi circadiani e di determinare gravi e irreversibili ripercussioni sulla salute fisica e psicologica dei lavoratori nel lungo periodo. Ridurre il personale proprio durante le ore notturne significa far gravare su un numero ridotto di operatori il peso di un turno già di per sé usurante, moltiplicando la fatica accumulata, velocizzando il logoramento psicofisico e aumentando esponenzialmente
il rischio di aggravamento delle condizioni di salute degli operatori turnisti. Garantire la presenza di un congruo numero di operatori durante le ore notturne è la prima e fondamentale misura di prevenzione e tutela della salute del personale sanitario. Accanto al danno per i lavoratori, vi è poi il gravissimo impatto sui pazienti: esiste una consolidata evidenza scientifica internazionale che dimostra come la contrazione del personale infermieristico nelle ore notturne sia direttamente correlata a un significativo incremento dell’indice di mortalità intraospedaliera, all’aumento delle complicanze cliniche non intercettate tempestivamente e al proliferare di infezioni correlate all’assistenza (ICA). Depotenziare i presidi nelle ore notturne significa pertanto compromettere i livelli minimi di sicurezza delle cure e mettere a repentaglio la salute degli assistiti”.



