Disboscamento selvaggio, ci rimette il pino nero del Faito

Disboscamento selvaggio, ci rimette il pino nero del Faito

19 Maggio 2020 0 Di Claudio d'Esposito *

Censito dal WWF era in attesa di essere inserito nell’elenco degli alberi monumentali ma, prima che ciò accadesse, questa meraviglia della natura è stata distrutta.

 

Quanto accaduto sul Faito è una cosa grave: il taglio di due grosse branche primarie del maestoso pino nero del Faito equivale ad uno scempio vero e proprio senza precedenti e senza reali motivi. Il taglio ci appare l’ennesima forzatura, ancor di più dopo la diffida dell’ente parco e la nota inviata di recente dal Ministero dell’Ambiente con la richiesta di accertare i numerosi tagli di alberi sul Faito denunciati dal WWF in una Zona Speciale di Conservazione (ZSC) all’interno del Parco Regionale dei Monti Lattari.

Dopo l’allarme giunto alla nostra associazione ci siamo recati sulla montagna constatando purtroppo lo scempio già avvenuto in tempi record. Dalla lettura dei verbali di sopralluogo alla via Strada Alta 89, redatti dall’ingegnere Salvatore D’Iorio, reperibile del comune di Vico Equense, su richiesta del Comando Polizia Municipale in data 14-05-2020, nulla lascia ad intendere o ipotizzare che esistesse un reale pericolo tale da mettere in moto il meccanismo dell’ennesima ordinanza ad horas emanata dal sindaco (la numero 102 del 15-05-2020) che ha portato allo sgombero degli abitanti dell’abitazione limitrofa e all’immediato intervento della SMA Campania. La “lesione verticale” osservata tra le branche del pino, a cui fa esplicito e generico riferimento l’ingegnere nel verbale di sopralluogo, non appare nemmeno dalle foto allegate che mostrano le branche verticali perfettamente integre. È evidente che l’ingegnere reperibile del comune non aveva né esperienza, né tantomeno qualifica professionale idonea, per poter esprimere un parere agronomico sulla staticità e salute delle branche del pino oggetto della segnalazione.

Qualsiasi agronomo avrebbe facilmente attestato che la situazione osservabile de visu era la stessa che persisteva da almeno 50 anni. Eppure è bastata una telefonata fatta ai pompieri, in una giornata di vento di scirocco, per mettere in moto il solito e abusato “blitz” sul paventato pericolo per la pubblica e privata incolumità. In ogni caso per prevenire ogni eventuale ipotetico rischio sarebbe stato tecnicamente possibile valutare l’allocazione di fasce o tutori atti ad imbracare e sorreggere le branche.

Il WWF Terre del Tirreno si era interessato al caso già nel dicembre 2019, quando i residenti del Faito segnalarono come alcuni operai della SMA Campania, assieme all’assessore ai lavori pubblici del comune di Vico Equense, Gennaro Cinque, la mattina del 14 ottobre 2019, avessero provveduto a marchiare con numeri in vernice rossa ventitré pini neri secolari sulla via Strada Alta del Faito.

L’immediato sopralluogo dei volontari ed esperti del WWF accertò come, ad eccezione di due alberi (uno morto e uno malato) quei pini godessero tutti di ottima salute.

Hanno scempiato il Pino nero plurisecolare più bello del Faito e dei Monti Lattari e forse dell’intera Regione con una circonferenza del tronco di ben quattro metri e mezzo. E adesso minacciano di fare cosa analoga con l’intero storico filare, fregandosene del parco e del paesaggio, oltre che dei vincoli e della legge? Sia ben chiaro stiamo parlando degli ultimi alberi secolari che sopravvivono sulla montagna del Faito, il cui patrimonio arboreo è stato già devastato dal violento incendio del 2017. Quegli alti pini furono piantati quasi due secoli fa e costituiscono oggi un bene di valore inestimabile, oltre che un’attrazione unica. Non lo permetteremo! In tale vicenda vogliamo vederci chiaro e andremo fino in fondo, ancor di più dopo gli atteggiamenti minacciosi e intimidatori da parte di alcuni trafficanti di legname nei confronti dei nostri volontari giunti sul posto per documentare i fatti e fotografare i tronchi in ottimo stato, già affettati per poterli portare via. Riteniamo dagli elementi in nostro possesso che il sindaco abbia, per l’ennesima volta, abusato del suo potere: non è possibile che a Vico Equense le ordinanze per abbattere gli alberi si facciano con tanta frequenza e disinvoltura.

Ricordiamo che di recente il sindaco Andrea Buonocore fu costretto, dopo una nota del WWF inviata al Prefetto di Napoli e alla Procura della Repubblica, addirittura a “modificare” un’ordinanza (la numero 257 del 04-10-2019 rettificandola con l’ordinanza numero 267 del 16-10-2019 che obbligava i cittadini a tagliare gli alberi sull’intero territorio, senza alcun presupposto o necessità reale ma per il solo fatto che essi vegetavano nelle “adiacenze di strade”. Riteniamo che dietro al taglio di tanti alberi, anche maestosi e secolari, ci siano ben altri interessi sui quali chiederemo alla magistratura di fare chiarezza.

*Presidente WWF Terre del Tirreno