Caserta, la città dimenticata … anche da molti casertani

Caserta, la città dimenticata … anche da molti casertani

5 Agosto 2026 Off Di Pasquale Maria Sansone
I dati Istat sulla vivibilità a Caserta mettono in evidenza criticità sociali ed economiche. Sul punto abbiamo sentito la professoressa Anna Maria Rufino, un’intellettuale di vaglia della città che tempo fa si era attivata alacremente, senza ottenere il risultati sperati, per dotare Caserta di un polo di attrazione cultural-imprenditoriale nel prestigioso sito monumentale del Belvedere di San Leucio.
La città di Caserta continua a venire alla ribalta per questioni negative: scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche; fallimenti per cui il capoluogo di Terra di Lavoro è stato il primo a “reiterare”; fondi europei destinati allo sviluppo mai utilizzati; abbandono del verde pubblico; sporcizia evidente di strade ed arredi urbani, per non parlare dei marciapiedi il più delle volte sconnessi ed impraticabili.
 Sì, è vero, Caserta ci lascia sconcertati per lo stato in cui si trova. Probabilmente, i cittadini non fanno nemmeno più attenzione al degrado urbano, forse perché, più del degrado emerge lo spaesamento, la dispersione del tessuto cittadino, da un punto di vista sia economico che sociale. La città sembra vuota, fantasma di se stessa. Gli eventi musicali che si sono “visti” hanno paradossalmente svuotato e anonimizzato la città. Le attività commerciali, come bar e ristoranti, in coincidenza degli eventi, sembravano defraudate dei, già pochi, frequentatori. Impressionante l’occlusione del Cannocchiale vanvitelliano, guardando da Viale Carlo III. Silenzio e povertà culturale attraversano le strade, le piazze e i quartieri.
Lei è  autrice di un progetto interessante per la rivalutazione del Belvedere di San Leucio prima approvato dalla giunta Marino e poi mai attuato. Cosa fare per dare il giusto valore ad una città con vocazione turistica sede di un monumento conosciuto e visitato da turisti di tutto il mondo?
Il progetto del Centro di sviluppo e crescita risale ormai ad anni lontani. Con il progetto firmato, oltre che da me, da tante istituzioni locali, in primis il Comune, si voleva e poteva dare visibilità internazionale a Caserta, a partire dal Belvedere: creatività, formazione, innovazione, inclusione e tanto altro, diramato da uno dei luoghi più belli di Caserta: San Leucio. Sulla scia della straordinaria lungimiranza del Codice Luciano, si sarebbe potuto generare un futuro di eccellenza per tutto il territorio.