A partire da oggi, prestazioni sanitarie più costose
21 Settembre 2026Mentre da mesi tutti hanno urlato e protestato contro il sottofinanziamento del Sistema sanitario nazionale operato, nei fatti e da sempre, dai Governi nazionali ecco che, quatto quatto, arriva il provvedimento che mette le mani nelle tasche dei cittadini per tentare di mantenere a galla una sanità che ha potrebbe avere ben altre soluzioni alle criticità finanziarie: sprechi allucinanti che esistevano ed esistono, tanto per citarne uno.
Ed invece, a partire da oggi, lunedì 21 settembre, crescono i costi di visite ed esami specialistici sia per il servizio pubblico sia per il privato accreditato. Entrano in vigore, infatti, le nuove tariffe che potrebbero portare anche ad adeguamenti dei ticket. Gli aumenti sono legati all’aggiornamento del nomenclatore tariffario nazionale del servizio sanitario, approvato lo scorso mese di luglio, ma invocato da tempo dal privato accreditato.
Ben 448 le prestazioni interessate dai “ritocchini” verso l’alto: specialistica ambulatoriale (dalle visite agli esami diagnostici) ai 222 codici per l’assistenza protesica su misura, in particolare dispositivi per le persone con disabilità. Le nuove tariffe rappresentano gli importi massimi che il Ssn utilizza per remunerare ospedali, ambulatori pubblici e strutture private accreditate per i servizi offerti e che può comportare, però, un aumento anche della spesa di compartecipazione del cittadino che non beneficia di esenzioni.
Le nuove tariffe peseranno sul servizio sanitario per circa 210,7 milioni di euro l’anno, ovvero 183,1 milioni per la specialistica ambulatoriale e 27,6 milioni per la protesica. L’aumento medio è del 5,8% per le prestazioni specialistiche interessate. Gli incrementi, in particolare, riguardano: le prime visite specialistiche, con una tariffa media fissata a 26 euro e costi superiori per alcune specialità come la cardiologia (38 euro); ma anche diagnostica vascolare, medicina nucleare, ecocolordoppler, endoscopia, elettromiografia e dialisi. Per quanto riguarda i cittadini, rimane inalterato il tetto massimo per il ticket che non può superare i 36,15 euro. L’esborso per i ritocchi del ticket, quindi, sarà limitato, ma potrebbe essere più evidente – si stima poco più di 2 euro – per alcune prestazioni come la prima visita cardiologica con elettrocardiogramma o l’agoaspirato.


