Sanità campana: il sistema che nega la cura e scarica le responsabilità
25 Aprile 2026La sanità in Campania non è più semplicemente in difficoltà. È entrata in una fase patologica.
Le liste d’attesa non sono un disservizio: sono la prova evidente di un sistema che non funziona e che, soprattutto, non vuole funzionare.
Mesi. Anni. Tempi incompatibili con qualsiasi criterio clinico.
E mentre il cittadino aspetta — spesso inutilmente — si consuma un meccanismo ormai fin troppo noto: la migrazione forzata verso il privato che nella maggioranza dei casi lavora nel pubblico e risucchia il pz in un vortice.
Chi può pagare, si cura. Chi non può, aspetta. O rinuncia.
Il problema non è solo organizzativo. È strutturale.
Una parte rilevante dell’attività privata è svolta dagli stessi professionisti che operano nel pubblico. Questo richiede trasparenza, controlli e separazione netta dei ruoli. Per una cataratta 8-10 mesi se vai a casa del primario paghi 200€ e con una ricetta bianca da far ricopiare al MMG dopo una settimana puoi essere operato in Ospedale.
Senza controlli veri, il sistema genera opacità. E dove c’è opacità, si insinuano distorsioni.
Occorrono verifiche serie sulla tracciabilità delle prestazioni sanitarie private e sul rispetto degli obblighi fiscali e amministrativi. Si parla di IRPEF non pagata e di deficit, basterebbe ribadire che chi va nel privato deve pagarsi tutto o che chi va nel privato per avere la prescrivibilità SSN deve rendicontare con fattura.
Il caos prescrittivo: lo scaricabarile sugli MMG
La mancata emissione delle prescrizioni dematerializzate da parte di numerosi specialisti resta un fenomeno diffuso.
Nonostante l’obbligo tramite sistemi regionali (Sinfonia/SAR/SAC), lo specialista visita, prescrive e poi scarica sul Medico di Medicina Generale la trascrizione.
Un trasferimento illegittimo di responsabilità e una perdita di tracciabilità clinica.
Il risultato è un sovraccarico della medicina territoriale e un ulteriore allungamento delle liste d’attesa.
Odontoiatria: l’assenza dello Regione
Nel settore odontoiatrico il pubblico è quasi inesistente. Il diritto alla cura dentale è diventato un bene di lusso.
Da oltre nove anni si attende una definizione chiara delle prestazioni garantite ai soggetti fragili ed una chiara definizione del disagio sociale, lasciato alla libera interpretazione del MdF.
Liste d’attesa: il fallimento della governance
Le liste d’attesa sono gestite senza trasparenza, senza uniformità e senza responsabilità.
Quando manca la responsabilità, il sistema si autoassolve.
Le domande aperte
• Dove sono i dati pubblici e aggiornati sulle liste d’attesa?
• Chi controlla i percorsi di accesso alle prestazioni?
• Perché l’obbligo di prescrizione dematerializzata degli specialist non viene fatto rispettare?
• Quali verifiche vengono effettuate sulla tracciabilità delle attività libero-professionali?
• Perché non esiste un piano concreto per l’odontoiatria pubblica?
• Chi risponde del mancato rispetto delle classi di priorità?
Le liste d’attesa non sono un incidente. Sono il prodotto di un sistema tollerato.
Finché non si interverrà con decisione su trasparenza, controlli e responsabilità, nulla cambierà.
La salute non può dipendere dal tempo di attesa né dalla capacità economica del cittadino. È un diritto.
*Segretario Aziendale SMI Caserta


