Viaggiare informati in mare, tra passato e presente… (II parte)
15 Giugno 2026“Le Mine Navali”
In questo nuovo panel approfondiremo particolari tipi di mine navali e le ricadute belliche. Durante la guerra russo–giapponese del 1904-05, entrambi i belligeranti fecero uso su vasta scala di mine navali; in quegli anni i Russi passarono alla versione perfezionata del tipo a urtanti, cioè a un dispositivo i cui detonatori erano effettivamente degli interruttori in un circuito elettrico. Tali ordigni, chiamati mine di Herz dal nomedell’inventore del sistema di accensione, vennero successivamente adottati da quasi tutte le Marine e furono utilizzati tanto nella prima quando nella Seconda guerra mondiale. I dispositivo di esplosione a urtanti, inventato da Herz nel 1868, costituì un notevole perfezionamento del sistema originale di Jacobi, nel quale i tempi delle reazioni chimica erano imprevedibili. Come già Jacobi, Herz impiegò fiale di vetro riempite di acido solforico (in combinazione con bicromato di potassio), ma usò il liquido come elettrolita della batteria. Quando le fiale si rompevano, l’acido scendeva nel contenitore di una batteria zinco– carbone, che diveniva subito attiva e generava corrente elettrica; questa passava in un circuito di accensione già chiuso, arrivando a un detonatore al fulminato di mercurio che faceva esplodere la carica. Le prime versioni di mine navale contenevano da 30 a 57 kg di fulmicotone, ma durante la Seconda guerra mondiale si riuscì aelevare il quantitativo fino a 300 kg di TNT (abbreviazione di trinitrotoluene) indica un potente e famosissimo composto chimico esplosivo, comunemente chiamato anche tritolo), oppure di Torpex– TNT, rinforzato con l’aggiunta di ciclo metilene, trinitrammina e alluminio sinterizzato. Le mine giapponesi, invece, contenevano un pendolo che, quando veniva fatto oscillare dal contatto con una nave di passaggio, chiudeva un circuito autonomo, alimentato a batteria, che faceva esplodere la carica; tuttavia, il meccanismo poteva essere azionato anche dal moto ondoso e, per tale motivo, non dava completa affidamento, ma nonostante l’inconveniente, i Giapponesi colarono a picco l’ammiraglia russa Petropavlovsk e danneggiarono diverse altre navi da battaglia con questo tipo di mine. Nel 1914, all’inizio del primo conflitto mondiale, tutte le nazioni con sbocco al mare rinfocolarono il proprio interesse per le armi sottomarine e siresero conto che occorreva perfezionare il sistema di detonazione e i mezzi navali per la loro posa. Infatti, per quando la mina subacquea fosse ovviamente un’arma assai potente, i suoi progressi in campo tecnico si erano inspiegabilmente arrestati tranne che in Germania e in Russia, come abbiamo visto nessunadelle altre nazioni combattenti ne aveva accumulato una certa riserva. L’Inghilterra, per esempio, iniziò la guerra con meno di 4000 mine, e la Francia e l’Italia con un quantitativo ancora inferiore. A motivo della stasi e dell’assenza di iniziativa durante il periodo di pace, la maggior parte delle mine posate nei primi anni della grande guerra era del tipo a ormeggio che quasi sempre scoppiava per contatto, e in qualche caso, a comando; venivanoimpiegati acciarini (i detonatori delle mine e dei siluri vengono così chiamati anche oggi) sia elettro–chimici sia a percussione e, nonostante questi ultimi fossero notoriamente inaffidabili, specialmente nelle forti correnti di marea che si trovava trovano nel Mar del Nord e intorno alle coste delle isole Britanniche, gli Inglesi continuano a utilizzare fino a 1917, quando si decide adottare le mine a urtanti Herz.


