Ricette dematerializzate, in Campania nulla di nuovo: gli specialisti non le fanno
20 Aprile 2026“È passato più di un anno – si sfoga Salvatore Caiazzo dello Smi – dalla delibera di Regione Campania, dove veniva stabilito che, oltre ad oncologi ed ematologi, anche cardiologi, pneumologi e diabetologi DEVONO emettere la ricette dematerializzate, attraverso la piattaforma e-prescription. Ma nulla è mutato. Gli specialisti continuano a far finta di niente. È restata lettera morta, infatti, la semplificazione nata per evitare che i cittadini siano costretti a fare interminabili doppie-file ad affollare gli studi dei medici di famiglia, che diventano sempre più pochi, semplicemente per la trascrizione su ricetta dematerializzata di un farmaco, una visita di controllo e/o un esame diagnostico.”
Regione Campania e le Asl, oltre che deliberare, hanno il dovere di vigilare che le norme vengano attuate e rispettate. Se ciò non viene attuato, significa che per gli specialisti del sistema sanitario di Regione Campania si può configurare un reato, reiterato, di rifiuto/omissione d’atto d’ufficio. Un reato, quindi, penalmente rilevante, per non parlare del danno erariale, poiché Asl e Aorn non sanzionano con pena pecuniaria quegli specialisti omissivi, così come recita il loro contratto”.
I medici di famiglia, oltre ad essere soffocati da una burocrazia sempre più crescente, si devono sentire sotto una dittatura istituzionalizzata, perché sono continuamente ricattati, se non suppliscono al mancato lavoro dei loro colleghi specialisti.
Regione Campania si conferma la peggiore regione d’Italia, poiché vige la peggiore assistenza medica territoriale possibile e i medici di famiglia, insieme ai Cittadini, sono vittime di un sistema che somiglia a quello camorristico.



