Riaprire le scuole ma in sicurezza

Riaprire le scuole ma in sicurezza

12 Giugno 2020 0 Di La Redazione

Il ministro della salute Roberto Speranza: “L’epidemia non è finita. È necessaria una convinta e responsabile prudenza: siamo sulla strada giusta ma il nemico non è vinto”.

 

Dare massima priorità alla riapertura in sicurezza delle scuole. È l’impegno assunto stamane alla Camera dal ministro della salute, Roberto Speranza, prima del voto sulla risoluzione presentata dalla maggioranza dopo le sue comunicazioni sull’evoluzione dell’emergenza Covid. Questo preciso impegno del Governo ha portato anche il centrodestra, che inizialmente aveva annunciato il no alla risoluzione, ad esprimere un voto di astensione.

“Dare massima priorità al lavoro preparatorio in vista della riapertura delle scuole a settembre che dovrà avvenire in piena sicurezza”, ha detto in Aula il ministro della Salute Speranza. “Mi pare che su un tema così delicato il Parlamento non debba dividersi. Per queste ragioni vorrei vincolare il mio parere positivo come Governo alla risoluzione” della maggioranza, “all’aggiunta di un terzo impegno per il Governo: a dare massima priorità al lavoro preparatorio in vista della riapertura delle scuole a settembre che dovrà avvenire in piena sicurezza. Mi sembra con questo atto di assumere un orientamento unanime emerso durante la discussione e così anche di provare a valorizzare questa discussione, che non è stata formale ma è stata un utile passaggio rispetto alle scelte che dovremo assumere”.

La Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza con gli impegni al governo per il prossimo Decreto del presidente del Consiglio dei ministri sulla riapertura post-coronavirus. A favore 254 voti e 193 astenuti.

“L’epidemia non è finita”, ha detto il ministro della salute, ed è necessaria “una convinta e responsabile prudenza: siamo sulla strada giusta ma il nemico non è vinto. Non bisogna abbassare la guardia. Serve una limpida dialettica tra maggioranza ed opposizione, tra forze che a diversi livelli istituzionali hanno, nella gestione della sanità, rilevanti e concorrenti responsabilità di governo, così come definito dall’articolo 117 della nostra Costituzione. Per me la collaborazione non è una scelta ma un vero e proprio obbligo istituzionale”.

“Non voglio far cadere nel nulla un dibattito parlamentare che è stato utile e denso di spunti. Molte delle indicazioni, arrivate in particolare dai gruppi di opposizione, potranno essere utili in una discussione che, mi auguro, questo Parlamento vorrà fare sulla riforma del Servizio sanitario nazionale, su come guarda ad una fase post Covid e prova ad assumere la lezione di questi mesi drammatici”, ha detto ancora il ministro della Salute Speranza.

“Nei prossimi mesi dovremo avere il coraggio di investire come mai prima e di riformare con visione e lucidità. Abbiamo iniziato a farlo con il decreto rilancio, che ha stanziato 3 miliardi 250 milioni di euro – ha proseguito Speranza – una cifra senza precedenti che consentirà di immettere nuova linfa nella sanità pubblica del nostro Paese”. In 5 mesi, ha quindi ricordato il ministro, abbiamo “investito più risorse degli ultimi 5 anni. Ma per me è solo l’inizio. Serviranno molte altre risorse, provenienti da tutti i livelli”. È “indispensabile subito intervenire per recuperare a pieno regime le attività ordinarie sospese negli ultimi mesi, in cui la lotta al Covid 19 ha impegnato larghissima parte delle energie del Servizio sanitario nazionale e non ha consentito il regolare svolgimento di tutte le altre prestazioni che ora non sono più rinviabili”.