Porti, ISDE: bene il cold ironing, ma servono rinnovabili e una flotta più sostenibile
6 Agosto 2026Porti: ISDE, bene le Linee guida sul cold ironing, ma servono rinnovabili, rinnovo della flotta e monitoraggio degli effetti sulla salute
ISDE Italia accoglie con favore l’adozione da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti delle Linee guida nazionali sul cold ironing, un provvedimento che rappresenta un importante passo avanti verso la riduzione delle emissioni prodotte dalle navi durante la sosta nei porti.
L’alimentazione elettrica delle navi all’ormeggio può infatti contribuire a ridurre significativamente le emissioni di ossidi di azoto (NOx), biossido di zolfo (SO₂), particolato fine e ultrafine, black carbon e altri inquinanti derivanti dalla combustione dei combustibili navali, con benefici concreti per la salute delle popolazioni residenti nelle aree portuali.
Per ISDE, tuttavia, il cold ironing rappresenta un punto di partenza e non il punto di arrivo.
Le Linee guida costituiscono infatti uno strumento regolatorio, ma non delineano ancora una strategia complessiva per la transizione energetica e sanitaria dei porti italiani. Occorre ora accompagnare questa misura con un piano organico che affronti contemporaneamente gli aspetti energetici, industriali, ambientali e sanitari.
Le città portuali restano aree ad elevata esposizione
Il Rapporto ISDE “Cambiamo Aria! – Salute e inquinamento atmosferico nelle città italiane 2025” conferma che l’inquinamento atmosferico continua a rappresentare una delle principali emergenze sanitarie del Paese.
Particolarmente significativo è il quadro relativo al biossido di azoto (NO₂). Nel Rapporto 2025 Napoli, Palermo, Genova e Catania risultano tra le città che superano il limite annuale oggi vigente per questo inquinante. Ancora più allarmante è il numero di giorni oltre il nuovo limite previsto dalla Direttiva europea sulla qualità dell’aria: 197 a Napoli, 173 a Palermo, 100 a Genova e 82 a Messina.
Questi dati non possono essere attribuiti esclusivamente al traffico marittimo, ma dimostrano come nelle città portuali le emissioni prodotte dalle navi si sommino a quelle del traffico urbano, della logistica e delle attività industriali, determinando un carico emissivo che richiede interventi strutturali.
Accanto al NO₂, particolare attenzione merita il biossido di zolfo (SO₂), storicamente uno degli inquinanti caratteristici delle emissioni navali. Pur essendo diminuito grazie ai limiti sul contenuto di zolfo dei combustibili marini, il SO₂ continua a contribuire all’inquinamento atmosferico delle aree portuali ed è un importante precursore del particolato secondario, con effetti negativi sulla salute e sugli ecosistemi.
Energia rinnovabile e rinnovo della flotta
ISDE ritiene indispensabile che il Governo renda ora pubblico un cronoprogramma nazionale dell’elettrificazione delle banchine, indicando per ciascun porto:
le opere previste e le relative scadenze;
le risorse disponibili;
il fabbisogno energetico aggiuntivo;
la quota di energia che sarà garantita da nuove fonti rinnovabili;
gli indicatori di avanzamento e di risultato.
L’associazione sottolinea che l’elettrificazione dei porti avrà senso solo se l’energia necessaria sarà prodotta prioritariamente da nuovi impianti alimentati da fonti rinnovabili. Diversamente si rischierebbe di trasferire le emissioni dalle navi alle centrali elettriche, senza ottenere i benefici attesi per il clima e la salute.
È inoltre necessario definire un programma nazionale per il rinnovo della flotta italiana, a partire dai traghetti, seguendo l’esempio dei Paesi del Nord Europa che hanno già introdotto traghetti elettrici e ibridi su numerose rotte.
Un Osservatorio nazionale su porti e salute
ISDE propone l’istituzione, presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e il Ministero della Salute, di un Osservatorio nazionale “Porti, Qualità dell’Aria e Salute”, che coinvolga prioritariamente le principali città portuali italiane.
Il monitoraggio dovrebbe riguardare non soltanto i singoli inquinanti ma l’intera miscela emissiva prodotta dalle attività portuali, comprendente NOx, SO₂, PM₁₀, PM₂.₅, particolato ultrafine, black carbon, composti organici volatili e metalli, oltre agli effetti del rumore ambientale, altra importante fonte di esposizione per le popolazioni residenti.
L’Osservatorio dovrebbe inoltre monitorare indicatori sanitari, ricoveri ospedalieri, mortalità, popolazione esposta e valutare periodicamente i benefici conseguenti agli interventi realizzati.
Le richieste di ISDE
ISDE chiede al Governo, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, al Ministero della Salute, alle Regioni e alle Autorità di Sistema Portuale di:
pubblicare un cronoprogramma nazionale dell’elettrificazione delle banchine;
definire indicatori di avanzamento e di risultato aggiornati annualmente;
rendere noto il fabbisogno energetico di ciascun porto e le relative modalità di copertura;
predisporre un piano di sviluppo delle fonti rinnovabili dedicate ai nuovi consumi portuali;
definire un cronoprogramma per il rinnovo della flotta italiana, con priorità ai traghetti;
istituire un programma permanente di monitoraggio ambientale ed epidemiologico, comprensivo della qualità dell’aria, del rumore e degli indicatori sanitari;
pubblicare periodicamente i risultati ottenuti in termini di riduzione delle emissioni e miglioramento della salute pubblica.
“La transizione dei porti italiani non dovrà essere valutata soltanto dal numero di banchine elettrificate, ma soprattutto dalla capacità di migliorare la qualità dell’aria, ridurre l’esposizione agli inquinanti e proteggere concretamente la salute delle persone che vivono e lavorano nelle città portuali”, conclude ISDE Italia.



