Osteopati, da ieri aperti gli Elenchi speciali
15 Settembre 2026Tanto tuonò che piovve. Un passaggio atteso da anni diventa oggi realtà per gli osteopati italiani. La Federazione Nazionale degli Ordini TSRM e PSTRP apre oggi gli Elenchi Speciali ad Esaurimento, dando concretamente avvio alla fase operativa del percorso di regolamentazione della professione. Il ROI – Registro Osteopati d’Italia accoglie con grande soddisfazione questo importante traguardo, che apre una nuova prospettiva per il futuro professionale degli osteopati.
“Sono oltre 15.000 gli osteopati che potenzialmente dovrebbero accedere agli Elenchi Speciali: un numero che dà la misura della portata di ciò che prende avvio oggi” ha dichiarato Mauro Longobardi, Presidente del ROI – Registro Osteopati d’Italia. “Dopo tanti anni di attesa e di lavoro, siamo felici che i professionisti possano finalmente intraprendere il percorso che, attraverso gli Elenchi Speciali, li condurrà verso l’Albo professionale degli Osteopati; la sede naturale della nostra professione, in grado di garantire identità, rappresentanza e tutela sia ai pazienti che ai professionisti”.
“Si apre ora una fase importante e delicata che richiederà tempo, attenzione e un confronto costante. Siamo consapevoli che potranno emergere esigenze differenti e alcune criticità. Auspichiamo che questo ultimo tratto del percorso possa svolgersi in modo equo e ordinato, tenendo conto della specificità dei diversi casi che potranno presentarsi” ha proseguito Longobardi.
“Ringraziamo le istituzioni e la politica che nel corso degli anni e nel costante confronto con la categoria, hanno contribuito a collocare l’osteopatia a pieno titolo tra le professioni sanitarie del nostro Paese, così come la Federazione Nazionale degli Ordini TSRM e PSTRP per il lavoro svolto e per l’impegno con cui sta accompagnando l’avvio degli Elenchi Speciali. Un percorso che ha richiesto anni di impegno, confronto e collaborazione, e che compie oggi un ulteriore e fondamentale passo verso il pieno inserimento dell’osteopatia nel sistema delle professioni sanitarie” ha concluso Longobardi.


