Nel Casertano ancora un caso di epatite A

Nel Casertano ancora un caso di epatite A

19 Aprile 2026 Off Di La Redazione

Ancora prudenza, i casi di epatite A non si sono azzerati. ne è stato individuato uno, infatti, in una scuola elementare di Orta di Atella, nel Casertano.

Ad annunciarlo è stato il sindaco Antonino Santillo, che ha spiegato che “fin dal primo momento del sospetto, il Comune, la scuola, il pediatra e l’Asl hanno lavorato insieme, seguendo con precisione il protocollo previsto per questi casi. Non si è aspettato che la situazione si consolidasse: si è agito subito, in modo coordinato.

La situazione rimane costantemente monitorata”. Su disposizione intanto del Dipartimento di Prevenzione dell’Asl di Caserta la scuola ha predisposto un elenco circoscritto dei contatti dell’alunno interessato, con le famiglie direttamente coinvolte contattate per attivare la profilassi necessaria, che comprende l’offerta attiva della vaccinazione. “Non bisogna allarmarsi – ha spiegato il sindaco – ma semplicemente seguire le indicazioni che verranno fornite”.
    Dall’Asl di Caserta fanno sapere che i casi nel Casertano sono 84, concentrati soprattutto nel distretto di Teano (comprende i comuni di Sessa Aurunca e Cellole), ma si registra un decremento. In calo anche le persone in ospedale, sette fino a qualche giorno fa. Nessuno presenta comunque un quadro clinico grave. Sulla vicenda è intervenuto Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva Università degli Studi di Milano La Statale, secondo cui “il caso a scuola va preso sul serio, ma non deve generare allarmismi. È una situazione che la sanità pubblica conosce bene e sa gestire. Parliamo di un’infezione spesso lieve nei bambini, ma che richiede interventi rapidi perché si trasmette facilmente in comunità. E questi interventi in Italia funzionano: identificazione dei contatti, profilassi mirata e sorveglianza sono strumenti efficaci e consolidati”. “Il punto fondamentale – ha proseguito – è questo: non tutti sono a rischio. Le Asl intervengono in modo selettivo, e chi non viene contattato non deve preoccuparsi. Più che la malattia, il vero problema oggi è il rumore informativo: diagnosi improvvisate, consigli non verificati, allarmismi. In questi casi bisogna fidarsi solo delle indicazioni sanitarie ufficiali.