Ministero della salute, l’importanza del monitoraggio anticovid

Ministero della salute, l’importanza del monitoraggio anticovid

17 Maggio 2020 0 Di La Redazione

È necessario un rapido rafforzamento dei servizi territoriali per la prevenzione e la risposta a Covid-19 per fronteggiare eventuali recrudescenze epidemiche durante la fase di transizione.

 

Il sistema di monitoraggio, introdotto con il decreto del Ministero della salute del 30 aprile scorso, sui dati epidemiologici e sulla capacità di risposta dei servizi sanitari regionali è “uno strumento fondamentale per la gestione della fase 2”, ha dichiarato il ministro della salute, Roberto Speranza, in un video messaggio. “Se dovessero esserci segnali di allarme – ha spiegato il ministro – i decisori politici a livello nazionale e regionale saranno in grado di intervenire nel più breve tempo possibile”. Le restrizioni del lockdown “ci consegnano un quadro positivo”, commenta Speranza. Il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, in un secondo intervento video ha specificato che “in gran parte del Paese la circolazione del virus è molto contenuta”, sebbene ci siano ancora “diversi focolai dove è importante mantenere alta l’attenzione”.

Di seguito, i punti chiave del monitoraggio relativo alla settimana 4-10 maggio, elaborato dalla cabina di regia costituita da Ministero della salute, Istituto superiore di sanità e Regioni.

  1. Disponibilità dei dati

Dall’inizio dell’implementazione del sistema di monitoraggio della fase 2 la disponibilità dei dati utili alla compilazione degli indicatori che classificano l’aumento di trasmissione, l’attuale impatto di Covid-19 sui servizi assistenziali e la resilienza dei servizi sanitari territoriali nel caso di una recrudescenza dell’epidemia da Covid-19 nel breve termine è molto migliorata grazie all’invio rapido di dati da parte delle Regioni e delle Province autonome.

  1. Valutazione relativa all’aumento di trasmissione ed attuale impatto di Covid-19 sui servizi assistenziali

Valutabile in tutte le Regioni e le province autonome. Permangono alcune fragilità nella settimana dal 4 al 10 maggio 2020, per la completezza dei dati in 4 Regioni, che tuttavia pur non raggiungendo il valore soglia del 50% della completezza della disponibilità dei dati sulla data dell’inizio sintomi hanno raggiunto almeno il 30% permettendo quindi una valutazione dell’aumento di trasmissione ed attuale impatto di Covid-19 sui servizi assistenziali.

Classificazione bassa (livello 2) in 18 Regioni (bassa probabilità di aumento di trasmissione ed un basso impatto sui servizi assistenziali.

– 10 Regioni con incidenza settimanale bassa e intermedia-bassa in cui il lock-down ha impedito il diffondersi dell’infezione;

– 8 Regioni ad incidenza alta e intermedia-alta con una situazione complessa ma controllata:

In 6 Regioni si segnala una situazione epidemiologica in evoluzione e fluida per la presenza di focolai di trasmissione da monitorare con attenzione.

Classificazione moderata (livello 3)

In Molise, la classificazione settimanale è passata da bassa a moderata (probabilità moderata-alta di aumento di trasmissione e un basso impatto sui servizi assistenziali) dovuto ad un nuovo focolaio di trasmissione attualmente in fase di controllo che ha prodotto un aumento nel numero di casi nella scorsa settimana. Questo si potrà riflettere in un aumento nella stima di Rt nelle prossime settimane.

In Umbria, la classificazione settimanale è passata da bassa a moderata (probabilità moderata-alta di aumento di trasmissione ed un basso impatto sui servizi assistenziali) per un aumento nel numero di casi ed un Rt >1 seppur in un contesto ancora con un ridotto numero di casi segnalati e che pertanto non desta una particolare allerta.

In Lombardia, la classificazione settimanale è moderata (bassa probabilità di aumento di trasmissione e un moderato-alto impatto sui servizi assistenziali) ma si assiste a una riduzione dei segnali di sovraccarico dei servizi sanitari. In questa regione rimane elevato il numero di nuovi casi segnalati ogni settimana seppur in diminuzione.

Interpretazione:

Una classificazione bassa relativa alla valutazione dell’aumento di trasmissione e attuale impatto di Covid-19 sui servizi assistenziali nella maggior parte delle Regione è attesa, considerando che riflette la situazione epidemica di circa 2-3 settimane fa (quando i casi segnalati nella settimana 4-10 maggio 2020 si sono infettati), e quindi nella fase conclusiva di un periodo prolungato di “lockdown”.

Si segnalano situazioni di gestione complessa in alcune Regioni ad alta incidenza, che presentano contesti con una situazione epidemiologica molto fluida ma al momento controllata.

Nella settimana 4-10 maggio, la regione Molise è passata da una classificazione bassa a moderata a causa di un focolaio di trasmissione identificato sul territorio e attualmente in fase di controllo, senza segnali di sovraccarico delle strutture assistenziali. La regione Umbria ha anche presentato segnali, meno preoccupanti, di aumento dei casi di infezione in un contesto a bassa incidenza.

  1. Resilienza dei servizi sanitari territoriali

Sono valutabili nella settimana 0 solo gli indicatori che non prevedono in soglia una valutazione di trend e quindi la resilienza presentata è soggetta a rivalutazione e maggiore consolidamento nelle prossime settimane. La disponibilità di dati sul tempo tra data inizio sintomi e data di isolamento è in aumento e la valutazione di questo indicatore opzionale sarà inclusa nella prossima rilevazione settimanale.

Sono state identificate allerte in alcune Regioni che suggeriscono un ulteriore rafforzamento della resilienza dei servizi sanitari territoriali per prepararsi a gestire in modo tempestivo ed efficace un eventuale aumento di casi di infezione nel breve termine.

Conclusione

Le misure di lock-down in Italia hanno effettivamente permesso un controllo dell’infezione da Covid-19 sul territorio nazionale pur in un contesto di persistente trasmissione diffusa del virus con incidenza molto diversa nelle 21 Regioni.

Permangono segnali di trasmissione con focolai nuovi segnalati che descrivono una situazione epidemiologicamente fluida in molte regioni italiane. Questo richiede il rispetto rigoroso delle misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale e il distanziamento fisico.