Lettera aperta al governatore Campano: “La sanità non si governa con i selfie”
19 Maggio 2026Presidente Roberto Fico, la sanità campana sta affondando.
E la cosa più grave è che lei sembra non essersene ancora accorto. Oppure, peggio ancora, si è affidato mani e piedi agli stessi burocrati, agli stessi dirigenti, agli stessi centri di potere che per anni hanno contribuito a devastare il sistema sanitario regionale.
I cittadini campani avevano immaginato una svolta.
Dopo anni di gestione targata Vincenzo De Luca, ci si aspettava una vera tabula rasa: nuovi dirigenti, nuove idee, nuovi modelli organizzativi, una rivoluzione amministrativa capace di liberare la sanità dalle lobby interne e dagli apparati che da anni vivono di immobilismo, clientele e inefficienze. E invece no. È cambiato il volto politico, ma il sistema è rimasto lo stesso.
Le liste d’attesa continuano ad essere una vergogna nazionale. Milioni di proclami, ma nessun risultato concreto. I cittadini aspettano mesi per una visita, mesi per un esame, mesi persino per prestazioni urgenti. Nel frattempo, chi può paga privatamente quegli stessi medici che dovrebbero assicurare nel pubblico l’assistenza e che lucrano ai danni dell’SSN, chi non può rinuncia a curarsi.
Sulla dematerializzazione prescrittiva degli specialisti il nulla assoluto. Ancora oggi migliaia di specialisti ospedalieri e ambulatoriali scaricano impropriamente sui Medici di Medicina Generale l’onere di trascrivere prescrizioni che dovrebbero essere emesse direttamente dagli specialisti attraverso i sistemi regionali e nazionali. Una situazione assurda, medievale, che rallenta le cure, genera caos negli studi medici e umilia il concetto stesso di digitalizzazione sanitaria. E la Regione Campania cosa fa? Nulla. Nessun controllo serio. Nessuna sanzione. Nessuna riorganizzazione vera. Solo qualche circolare che invita le ASL e nulla più.
Poi arriva la firma della Campania in Conferenza Stato-Regioni al progetto del Ministro Orazio Schillaci sulla Medicina Generale: un progetto che rischia di distruggere definitivamente la medicina territoriale trasformando i medici di famiglia in burocrati dipendenti di un sistema centralizzato, svuotando il rapporto fiduciario con il cittadino e aumentando caos, carenza di medici e disorganizzazione. Una firma gravissima. Una firma che dimostra o totale inconsapevolezza della realtà territoriale oppure una cieca obbedienza ai tecnocrati ministeriali e regionali. Presidente Fico, governare la sanità non significa farsi fotografare nei convegni o pubblicare slogan rassicuranti sui social. Non basta parlare di diritto alla salute se poi negli ospedali mancano posti letto, nei territori manca assistenza e nei CUP regna il caos. Non basta vedere inaugurare Case di comunità, scatole vuote ad oggi riempite da medici spostati da altri ambulatori che poi sono stati chiusi
Servono fatti.
Servono decisioni coraggiose.
Servono epurazioni amministrative.
Servono dirigenti capaci e indipendenti dai vecchi sistemi di potere.
Perché oggi il sospetto è fortissimo: Lei non stia governando la sanità campana, ma la stia subendo.
E chi governa davvero sono quei burocrati che da anni hanno costruito un sistema opaco, inefficiente e impermeabile a qualsiasi cambiamento reale.
La verità è semplice: se i cittadini campani non riescono a curarsi, se le liste d’attesa aumentano, se la medicina territoriale viene smantellata e se il diritto alla salute continua ad essere negato, la responsabilità politica oggi è anche sua. E la storia, Presidente, giudica i risultati.
Non i comunicati stampa.
* Medico di Famiglia, Segretario Aziendale SMI Caserta


