Le prospettive di sanità pubblica per le persone con demenza: verso il nuovo Piano Nazionale Demenze
22 Settembre 202621 settembre 2026 – Si è tenuto oggi a Roma, presso il Ministero della Salute, l’evento “Le prospettive di sanità pubblica per le persone con demenza: verso il nuovo Piano Nazionale Demenze”, in occasione del quale il Tavolo permanente sulle demenze ha presentato i risultati del lavoro portato avanti in questi mesi per la redazione del nuovo Piano Nazionale Demenze.
Dichiara Mario Possenti, segretario generale di Alzheimer Italia:
“Il lavoro svolto dal Tavolo rappresenta un passaggio importante, a cui Alzheimer Italia ha contribuito attivamente. È però solo un punto di partenza: ora dobbiamo fare in modo che il Piano non resti un documento sulla carta, e per riuscirci serve innanzitutto un finanziamento stabile. Accogliamo quindi con favore l’impegno del Ministro della Salute Schillaci, che oggi ha annunciato una proposta di finanziamento per la prossima legge di Bilancio a sostegno dell’attuazione del Piano. È un segnale importante, che va nella direzione che chiediamo da tempo, perché non si può rispondere a un bisogno permanente con risorse temporanee. I fondi a termine, utilizzati finora, hanno permesso di realizzare esperienze importanti e di individuare interventi efficaci, ma non possono essere lo strumento principale con cui il nostro Paese affronta la demenza. Chi riceve oggi una diagnosi di demenza avrà bisogno di sostegno, assistenza e servizi per i dieci o quindici anni successivi: un bisogno strutturale richiede una risposta strutturale. Allo stesso tempo, il nuovo Piano deve diventare una vera azione di governo: la demenza è una condizione complessa che tocca numerosi aspetti della vita quotidiana – dalla sanità al welfare fino al lavoro – ed è quindi indispensabile coinvolgere tutti gli ambiti delle politiche pubbliche per incidere davvero sulla qualità della vita delle persone con demenza e delle loro famiglie.
Oggi in Italia oltre 1.430.000 persone convivono con una forma di demenza e, nella maggior parte dei casi, la responsabilità dell’assistenza continua a ricadere soprattutto sui familiari. Per questo è necessario costruire una rete di supporto che accompagni l’intera famiglia lungo tutto il percorso della malattia. I progressi della ricerca e l’attenzione crescente alla diagnosi tempestiva sono segnali molto positivi, ma la domanda che le famiglie continuano a porci è sempre la stessa: ‘E adesso cosa faccio?’. La qualità di un sistema di cura si misura anche nella sua capacità di rispondere concretamente a questa domanda.”
Il Piano presentato oggi sarà ora sottoposto alle valutazioni dei Dipartimenti del Ministero della Salute e proseguirà poi l’iter istituzionale attraverso la trasmissione all’Ufficio di Gabinetto del Ministro e il successivo esame in Conferenza Unificata, passaggio necessario per la sua approvazione.



