La politica snobba i trapiantati

La politica snobba i trapiantati

22 Dicembre 2019 0 Di Antonio Magliulo

Nell’incontro, ricco di spunti interessanti, promosso dall’Aitf di Caserta sui temi delicati della donazione e dei trapianti, grandi assenti gli esponenti politici locali.

 

Ci sono circa novemila persone in Italia la cui unica speranza di vita è legata alla possibilità di essere sottoposti ad un trapianto d’organo. Fra questi, circa un migliaio risiedono nella regione Campania. Ogni anno 450 di loro muoiono perché non c’è disponibilità di organi da impiantare. Troppo alto ancora, segnatamente nel Sud, il numero delle opposizioni alla donazione, con punte da record in Campania laddove il dato segna un bel, si fa per dire, 44% di no.

Ieri, all’ormai consueto appuntamento di fine anno per fare il punto sulla situazione, promosso dalla sezione casertana dell’Associazione italiana trapiantati di fegato – presidente Franco Martino – sono state queste le note tristemente emergenti. Sono note che denunciano un ritardo evidente nel mondo della trapiantologia rispetto al altre realtà europee che, Spagna in testa, vantano ben altri numeri. Un ritardo che, è giusto evidenziarlo, non dipende da motivazioni tecniche ma dai ritardi del mondo politico che ancora non riesce a dettare gli input giusti per venire a capo dell’elevato numero di opposizioni.

Quello dei trapianti, proprio su questo punto, è mondo affetto da grave malattia. Eppure, nell’incontro promosso ieri dall’Aitf di Caserta, al capezzale di questo malato, sono accorsi in tanti ma tutti di provenienza, per così dire, tecnica: dal direttore del Centro nazionale trapianti, Massimo Cardillo, al direttore del Centro regionale trapianti, Antonio Corcione; da Ciro Maiello, responsabile Centro trapianti di cuore del Monaldi a Paride De Rosa, direttore del Centro trapianti di rene del “Ruggi” di Salerno; da Mariarosaria Focaccio, coordinatrice del Servizio divulgazione donazione organi della Direzione generale tutela salute Regione Campania a Gennaro Castaldi, responsabile Aido per Caserta, al direttore sanitario dell’Asl di Caserta Pasquale Faraone de Girolamo.

Insomma, sono stati davvero in tanti gli esponenti del mondo medico, trapiantologico e del volontariato che hanno assicurato la loro presenza, per cui diventa complicato nominarli tutti. Un problema di abbondanza che si risolve in fretta, invece, se si guarda al mondo politico. Eccezion fatta per Stefano Graziano, presidente della commissione regionale sanità – ed è giusto sottolinearlo – tutti gli altri sono risultati assenti ingiustificati. Anzi, ingiustificatissimi, considerato che il problema della scarsità delle donazioni può e deve essere risolto proprio attraverso un intervento mirato del legislatore.