Il Cammino dell’Angelo al Monte Faito: un pellegrinaggio che unisce fede, umanità e responsabilità verso il creato

Il Cammino dell’Angelo al Monte Faito: un pellegrinaggio che unisce fede, umanità e responsabilità verso il creato

30 Luglio 2026 Off Di La Redazione

“Nel colloquio ad Alta Quota, a partire dell’Enciclica Magnifica humanitas e dal documento dei vescovi della campania vogliamo riflettere sulla centralità e dignità della persona umana e la nostra responsabilità nella custodia del creato: dono che ci è stato affidato. La genesi dice che Dio dopo aver creato tutto pose l’uomo nel giardino perché lo custodisca e lo coltivi. La nostra responsabilità è ritrovare l’equilibrio”.

Dal 31 luglio al 2 agosto 2026 il Monte Faito celebra il Cammino dell’Angelo, un’esperienza che invita a riscoprire il valore profondo del camminare, dell’incontro e della ricerca interiore.Salireverso il Santuario di San Michele Arcangelo significa attraversare la bellezza della montagna e, nello stesso tempo, lasciarsi interrogare dal silenzio, dalla fatica e dalla relazione con gli altri. Il Cammino diventa così un’occasione per rallentare, ritrovare il senso delle cose essenziali e ricomporre il rapporto tra la persona, la comunità, il creato e Dio.

È in questa prospettiva che si inserisce il Colloquio ad Alta Quota, in programma venerdì 31 luglio alle ore 16.00, dedicato a “Magnifica Humanitas: custodire la persona e le responsabilità verso la nostra terra”. Una riflessione che pone al centro la dignità dell’essere umano, ma anche la responsabilità che ciascuno è chiamato ad assumere nei confronti degli altri e dei luoghi che abita. Custodire la persona significa riconoscerne il valore, le fragilità e le aspirazioni; custodire la terra significa comprenderla non come semplice spazio da utilizzare, ma come casa comune, patrimonio da proteggere e consegnare alle generazioni future. Al confronto interverranno S.E. Mons. Francesco Alfano, Arcivescovo di Sorrento-Castellammare di Stabia, l’ing. Giuseppe Irace, segretario dell’Associazione Per Persona e Comunità, e il prof. Luigi Tufano, dell’Università di Napoli. Modererà Nunzia Somma.

Accanto alla dimensione culturale, il Cammino conserva il suo significato più autenticamente religioso; il Perdono del Faito, riconosce la possibilità fino al 29 settembre, di lucrare l’indulgenza plenaria, secondo le condizioni stabilite dalla Chiesa. Il Perdono del Faitorappresenta dunque una particolare opportunità spirituale offerta ai fedeli che raggiungeranno il Santuario. Il pellegrinaggio assume così il valore di un percorso di conversione, preghiera e rinnovamento, nel quale il cammino esteriore può diventare anche un cammino interiore.

Il programma prenderà il via venerdì 31 luglio con la partenza dei pellegrini dai diversi punti del Cammino e il ritiro delle credenziali presso i locali convenzionati. Alle ore 12.00 sono previsti l’arrivo e il pranzo al Rifugio. Dopo il Colloquio ad Alta Quota, alle ore 18.00 sarà celebrata la Santa Messa, presieduta da S.E. Mons. Francesco Alfano. Alle ore 19.00 seguirà l’intrattenimento musicale con il violino del Maestro Tiziana Traverso, mentre alle ore 20.00 si terrà un momento di festa al Rifugio. Il programma proseguirà sabato 1° agosto con uno dei momenti più suggestivi dell’intera iniziativa: alle ore 5.30, dal Santuario, i partecipanti vivranno “Aspettando l’alba”, accompagnati dalla recita delle Lodi. Le Sante Messe saranno celebrate alle ore 6.00, 12.00 e 18.00.Domenica 2 agosto le celebrazioni eucaristiche si terranno alle ore 10.30, 12.00 e 18.00. Alle ore 19.00, il concerto per arpa al tramonto del Maestro Maria Caccioppoli chiuderà le tre giornate, unendo musica, spiritualità e bellezza del paesaggio.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Santuario di San Michele Arcangelo, l’Arcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia, i Comuni di Vico Equense e Pimonte, le associazioni, i volontari e quanti contribuiscono alla complessa organizzazione del Cammino. Una rete che testimonia come il Monte Faito possa essere non soltanto una destinazione, ma un luogo vivo di fede, cultura, accoglienza e responsabilità condivisa. Perché ogni cammino autentico conduce verso una meta, ma soprattutto restituisce uno sguardo nuovo sulla persona, sugli altri e sulla terra che ci è stata affidata.