Coina: le professioni sanitarie tornano ad essere attrattive
13 Settembre 2026Il fascino dei camici bianchi. Tornano a crescere le domande per i corsi di laurea delle professioni sanitarie. Le candidature complessive superano quota 74mila per 38.184 posti disponibili. Per Infermieristica si sfiorano le 21.500 domande a fronte di 20.672 posti, con un incremento del 14% rispetto allo scorso anno.
«È un segnale positivo, soprattutto dopo anni nei quali abbiamo denunciato la progressiva perdita di attrattività delle professioni sanitarie – afferma Marco Ceccarelli, Segretario Nazionale COINA – Sindacato delle Professioni Sanitarie – ma non possiamo parlare di una vittoria definitiva».
Le candidature a Infermieristica erano infatti passate dalle 22.957 del 2023/24 alle 21.178 del 2024/25 (-7,7%), per poi scendere a 18.836 nel 2025/26 (-11,1%).
«Il +14% è certamente una buona notizia, ma è anche un dato compensativo: stiamo sostanzialmente recuperando quello che abbiamo perso negli ultimi due anni – sottolinea Ceccarelli – può rappresentare un cambio di direzione, ma adesso arriva il momento decisivo. La politica si sveglierà finalmente e saprà cogliere al balzo questo apparente rinnovato vigore dei nostri giovani?».
Per COINA la risposta non può limitarsi ai rinnovi contrattuali del comparto. Il Sindacato rilancia la propria battaglia per una valorizzazione specifica delle professioni sanitarie e per un contratto dedicato, capace di riconoscerne competenze, autonomia, specializzazioni e responsabilità.
«Non possiamo continuare a tenere le professioni sanitarie dentro un unico calderone, come se competenze e responsabilità fossero tutte uguali – prosegue Ceccarelli –. Infermieri, fisioterapisti, ostetriche, tecnici sanitari e professionisti della riabilitazione e della prevenzione hanno bisogno di un riconoscimento contrattuale specifico. La nostra battaglia è per arrivare a un contratto dedicato alle professioni sanitarie, con retribuzioni adeguate, competenze specialistiche realmente riconosciute e veri percorsi di carriera».
Secondo COINA, i rinnovi 2022-2024 e 2025-2027, quest’ultimo sottoscritto il 29 luglio, possono aver contribuito a restituire una prima prospettiva al settore, così come le nuove possibilità formative specialistiche.
«Due rinnovi contrattuali ravvicinati possono aver rappresentato un primo segnale, ma non basta attrarre i giovani all’università – osserva Ceccarelli –. Dobbiamo creare le condizioni perché, una volta laureati, restino in Italia. Servono retribuzioni, organici, condizioni di lavoro, valorizzazione delle competenze e maggiore conciliazione tra vita e lavoro».
La battaglia per la valorizzazione dell’intero sistema sarà al centro anche della manifestazione dei professionisti sanitari organizzata dal MOPS – Movimento Nazionale delle Professioni Sanitarie, in programma il 19 settembre a Roma, alla quale parteciperà COINA.
«Saremo presenti perché tutte le professioni sanitarie devono essere finalmente valorizzate – conclude Ceccarelli –. Se oggi i giovani tornano a guardare con interesse a queste professioni, la politica non può sprecare questa occasione. Competenze specialistiche, carriere, retribuzioni adeguate e un contratto dedicato, che riconosca la specificità delle professioni sanitarie, battaglia che portiamo avanti da anni come sindacato, sono passaggi indispensabili per rendere davvero attrattivo il nostro Servizio sanitario».

