Covid-19, il rischio cardiovascolare a lungo termine è più alto

Covid-19, il rischio cardiovascolare a lungo termine è più alto

20 Febbraio 2022 0 Di La Redazione

Le persone che si sono ammalate di COVID-19, hanno un rischio più alto di sviluppare complicazioni cardiovascolari rispetto a chi non ha contratto l’infezione, in un arco di tempo che va dal primo mese fino a un anno dopo.
A dirlo è uno studio pubblicato su Nature Medicine. Pare inoltre che queste complicazioni, che includono malattia coronarica, ictus e decesso, interessino tutti: gli anziani ma anche i più giovani, quelli che sono stati ricoverati in terapia intensiva ma anche quelli che hanno avuto un decorso lieve della malattia, gli individui con patologie pregresse, come diabete, e quelli senza. In particolare, utilizzando un dataset del Department of Veterans Affairs statunitense, i ricercatori hanno creato una coorte di 153.760 persone che erano risultate positive al virus tra marzo 2020 e gennaio 2021 e che erano sopravvissute ai primi 30 giorni. Sono state poi istituite altre 2 coorti, una includeva controlli “contemporanei” e una controlli “storici”, formate rispettivamente da oltre 5,6 e 5,8 milioni di individui senza l’infezione.
Dalle analisi è emerso che le persone che hanno sviluppato malattia cardiaca colpite dal COVID-19 rappresentavano il 4% in più di quelle che non lo avevano contratto. Un numero che, come ha specificato l’ultimo autore, Ziyad Al-Aly della Washington University negli Stati Uniti, non è piccolo considerando l’entità della pandemia. «Si traduce in circa 3 milioni di persone negli Stati Uniti che hanno subito complicazioni cardiovascolari a causa del COVID-19» ha spiegato. Dallo studio emerge che chi ha avuto il COVID-19 aveva una probabilità in più, rispetto ai controlli, di malattia coronarica del 72%, di attacco cardiaco del 63% e di ictus del 52%. Nel complesso, si aveva una probabilità del 55% in più di essere colpiti da un evento cardiovascolare maggiore, tra cui il decesso. Risultati che per Al-Aly sottolineano l’importanza di effettuare la vaccinazione e di aumentare l’accesso a questa pratica nei paesi con risorse limitate. «I governi e i sistemi sanitari in tutto il mondo dovrebbero essere preparati ad affrontare il probabile contributo significativo della pandemia COVID-19 all’aumento del peso delle malattie cardiovascolari» ha affermato l’autore, spiegando che, vista la natura cronica di queste condizioni, è probabile che ci siano conseguenze a lungo termine sia per i pazienti sia per i sistemi sanitari e implicazioni sulla produttività economica e l’aspettativa di vita.
«Affrontare le sfide poste dal long-COVID richiederà una strategia di risposta globale a lungo termine urgente e coordinata tanto necessaria, ma finora carente» ha continuato.

 

 

Fonte:DoctorNews33