Claudia, cuore di infermiera

Claudia, cuore di infermiera

5 Luglio 2020 0 Di Gaetano Milone

È rientrata nella sua Castellammare dopo circa un mese di volontariato al nord di supporto alle strutture sanitarie locali con grossa carenza di personale medico specializzato nella lotta al Covid-19.

 

Quando sentimento e solidarietà cessano di essere slogan e diventano vita vissuta. Nell’organico dell’ospedale San Leonardo, in prima linea da sempre al pronto soccorso, la dottoressa in scienze infermieristiche ha ritenuto indispensabile per la sua formazione di donna professionista, impegnata in un settore delicato qual è quello sanitario, di aggiungere un’esperienza di rischioso volontariato in una delle martoriate Asl del Nord in tempo di covid-19.

Trentun’anni, un volto pulito da cui traspare sicurezza e carattere, Claudia Irto (in foto) già alla ribalta della cronaca positiva al San Leonardo di Castellammare di Stabia, per aver assistito anziani contagiati da Coronavirus coniugando mestiere, amore per il prossimo e l’altra sua passione, il canto, sussurrato alle orecchie di tanti ammalati, ci racconta con disarmante semplicità la sua ultima “fatica”, in Liguria, a La Spezia, all’Asl 5 per circa un mese.

“Ho risposto al bando nazionale della Protezione Civile, ci racconta Claudia – dove venivano richieste professionalità (infermieri, medici, operatori socio-sanitari) da impiegare al nord d’Italia di supporto al locale personale sanitario insufficiente numericamente per la gestione dell’emergenza Coronavirus”

“Siamo partiti in tanti, noi del sud, medici, infermieri, operatori socio sanitari, destinazione Liguria, Lombardia, Veneto, Marche.

Un lavoro duro, non indenne da rischi, portato avanti con spirito di sacrificio e gratificato dal sentirsi utili, forse anche indispensabili per sconfiggere un “nemico” silenzioso, subdolo, che troppo spesso privava gli i ammalati degli stessi affetti familiari.

“Ho lavorato fianco a fianco con colleghi stupendi – ha concluso Claudia Irto, con una frequentazione continua anche nel tempo libero, occupandomi della verifica di “tamponi” sospetti, dell’assistenza domiciliare di supporto alla medicina territoriale e negli ultimi giorni in una Rsa con ricoverati in gravissime condizioni cliniche”.

Arriva così anche l’encomio. “Con la presente – scrive il Coordinatore Infermieristico dell’Asl 5 de La Spezia, dottoressa Michela Nardini, in una nota inviata alla Direzione Sanitaria dell’Asl Na 3 Sud – si esprime l’apprezzamento per la dottoressa Claudia Irto per l’attività svolta durante la gestione dell’emergenza Covid. Ha arricchito con le sue competenze e le sue capacità la nostra equipe territoriale ed ha contribuito al contenimento delle criticità sanitarie ed organizzative”.

Una sorta, diremo noi, di unione politica dell’Italia, dopo quella geografica del 1861, che vede finalmente scomparire campanili, “barriere” territoriali e professionali in nome di una solidarietà umana che travalica ogni forma di “confini”.