Da Scampia ai podi internazionali: il riscatto di Carmine Luciano attraverso il karate
5 Luglio 2026
Atleta Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre, Carmine Luciano è un karateka napoletano che, grazie alla costanza nell’impegno e alla volontà tenace, ha ottenuto significativi riconoscimenti sia in campo nazionale che internazionale.
Nato anticamente in Giappone il karate ha avuto ampia diffusione in tutto l’occidente. Qual è stato il suo percorso di avvicinamento a questa pratica?

Può sembrare buffo dirlo, ma la mia passione per il karate è nata grazie a Dragon Ball. Da bambino ero un grande appassionato di quel cartone animato e mi affascinavano i suoi valori, come l’impegno, il sacrificio e il desiderio di migliorarsi continuamente. Questo mi ha spinto ad avvicinarmi al karate, una disciplina che pratico ormai da 18 anni. Dal primo allenamento non ho più smesso. È diventata una parte fondamentale della mia vita.
Questa nobile arte marziale coinvolge non solo il corpo ma anche la mente e lo spirito per condurre all’acquisizione di una disciplina complessiva. Ci vuole offrire qualche sua riflessione in merito?
Il karate mi ha aiutato tantissimo nel mio percorso di vita. In un certo senso posso dire che mi ha anche salvato, perché provengo da Scampia, un quartiere di Napoli che in passato era particolarmente difficile. Grazie al karate e ai valori che mi ha trasmesso, insieme all’educazione ricevuta dai miei genitori, sono riuscito a seguire la strada giusta. Questa disciplina mi ha insegnato il rispetto, la costanza e l’autodisciplina, valori che porto con me ogni giorno, non solo nello sport ma anche nella vita.
La sua carriera agonistica è stata costellata di successi significativi, tra gli altri: 8 titoli italiani; campione d’Europa junior; medaglia di bronzo ai mondiali cadetti. Una bella soddisfazione.
È davvero difficile scegliere una gara in particolare, perché dietro ogni competizione ci sono sacrifici, rinunce, sudore e tantissimi allenamenti. Ed è proprio questo il bello dello sport, quando sali sul podio, ripensi a tutto il percorso che ti ha portato fin lì e capisci che ogni sacrificio è stato ripagato. In quei momenti pensi semplicemente: “Ne è valsa la pena”.
Se però devo sceglierne una, direi il mio ultimo titolo italiano. Arrivavo da un periodo molto difficile della mia carriera, fatto di delusioni e momenti in cui sembrava che tutto andasse nella direzione sbagliata. In quei momenti ho capito che non sempre chi dice di credere in te resta al tuo fianco quando le cose si complicano. Ma è proprio nelle difficoltà che impari a riconoscere chi c’è davvero e, soprattutto, a contare sulle tue forze. Sono riuscito a uscire da quel vortice negativo e a lasciarmi tutto alle spalle. Per questo quel titolo ha un valore speciale. Non rappresenta solo una vittoria sportiva, ma anche una rivincita personale.
Per mantenersi in forma ad un certo livello oltre agli esercizi fisici sarà sicuramente indispensabile una sana ed equilibrata alimentazione. Lei segue una dieta particolare?
La vita di un atleta deve andare di pari passo con uno stile di vita sano. Allenarsi con costanza è fondamentale, ma lo è anche seguire una corretta alimentazione. Personalmente non seguo una dieta specifica, ma ho sempre avuto buone abitudini alimentari, e questo mi ha aiutato molto sia negli allenamenti sia nelle competizioni, permettendomi di dare sempre il massimo.
Cosa vede nel suo futuro di atleta?
Nel mio futuro vedo ancora tanto lavoro, tanti allenamenti e nuove sfide da affrontare. Finché ne avrò la possibilità continuerò a dare tutto me stesso per rappresentare al meglio i colori del Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre, con orgoglio e senso di appartenenza.
Il mio sogno è quello di diventare campione del mondo. So che la strada è ancora lunga e che serviranno tanti sacrifici, ma sono convinto che la disciplina, la costanza, l’umiltà e la determinazione che il karate mi ha insegnato saranno fondamentali per raggiungere questo obiettivo. E, indipendentemente dai risultati, continuerò sempre a dare il massimo, perché è questo lo spirito con cui ho affrontato ogni allenamento e ogni gara della mia carriera.



