Società, Francesco Vaia: “Ascoltiamo il disagio, la politica dia risposte concrete”

Società, Francesco Vaia: “Ascoltiamo il disagio, la politica dia risposte concrete”

19 Agosto 2026 Off Di La Redazione

Quando la forbice tra Governo e governati continua ad allargarsi succede che, pur parlando la stessa lingua, non ci si comprende e si inseguono le chimere di chi parla con chiarezza alla pancia della gente. “Nella società italiana sta emergendo un disagio profondo che la politica non può permettersi di ignorare o liquidare con sufficienza. Se nel dibattito pubblico tornano con forza parole come famiglia, natalità, merito, scuola, lavoro, sicurezza e welfare è perché dietro quei temi ci sono bisogni concreti, paure e aspettative alle quali troppo spesso non è stata data una risposta”. Lo afferma il professor Francesco Vaia, ex direttore generale dell’Istituto Spallanzani di Roma e già direttore generale della Prevenzione sanitaria presso il Ministero della Salute. Per Vaia, il punto di partenza deve essere la realtà quotidiana di una parte crescente del Paese. “Ci sono coppie che incontrano enormi difficoltà nel costruire una famiglia, giovani che riescono a realizzare i propri progetti soltanto all’estero, donne ancora costrette a scegliere tra maternità e lavoro. Ci sono anziani soli e caregiver che ogni giorno sostengono, spesso con grande fatica, il peso della cura di una persona fragile. È da qui che bisogna partire: da cittadini che si sentono inascoltati e che cercano risposte nuove”. È proprio questo vuoto, osserva Vaia, a creare spazio per proposte e leadership capaci di intercettare il malcontento con messaggi netti e talvolta radicali. “Sarebbe un errore sottovalutare questi fenomeni o considerarli semplicemente come qualcosa da respingere. Guardarli con sufficienza significa non capire ciò che sta accadendo. Non dobbiamo ignorare il disagio e neppure sottovalutare chi riesce a farsene portavoce”. Questo, precisa Vaia, “non significa affatto condividere le risposte che vengono proposte. Significa riconoscere che le domande da cui quelle risposte nascono sono reali e meritano di essere affrontate. Quando una risposta non ci convince, il compito della politica e delle istituzioni non è limitarsi a contestarla, ma costruirne una migliore”. Secondo l’ex direttore dello Spallanzani, la risposta deve poggiare su “istituzioni forti, responsabilità personale, comunità e tutela della persona”. E deve tradursi in scelte concrete. “Se parliamo di famiglia, dobbiamo sostenerla quando diventa il luogo quotidiano della cura. Se parliamo di merito, dobbiamo garantire a ciascuno la possibilità di esprimere le proprie capacità, eliminando familismi e barriere, ma senza abbassare l’asticella. Se parliamo di responsabilità, dobbiamo evitare che questa parola diventi un alibi per lasciare sole le persone”. Lo stesso vale per il welfare. “Continuare a considerarlo esclusivamente come una voce di spesa è un errore. Un welfare moderno deve produrre autonomia, prevenire le fragilità, sostenere chi si prende cura degli altri e impedire che le persone vengano abbandonate proprio quando sono più vulnerabili. La vera sfida che oggi abbiamo davanti – conclude Vaia – non è scegliere tra forza e solidarietà, come se fossero due principi incompatibili. È costruire una società capace di essere forte proprio perché sa prendersi cura delle persone. Una società che chiede responsabilità, ma che allo stesso tempo non lascia indietro chi ha bisogno di sostegno e di aiuti concreti”.