Non solo il caldo, Pronto soccorsi intasati anche dall’aumenti dei traumi

Non solo il caldo, Pronto soccorsi intasati anche dall’aumenti dei traumi

18 Agosto 2026 Off Di La Redazione

Il caldo asfissiante di questi giorni da solo non giustifica l’aumento degli accessi nei pronto soccorso. In queste strutture, in media, è stato osservato un aumento del 15% degli accessi che è difficile discriminare in modo assoluto se legati solo alle temperature record, perché in diverse regioni c’è stato anche un incremento dei traumi dovuti ad incidenti stradali e in mare”. L’intervento per l’Adnkronos Salute è di Alessandro Riccardi, presidente della Simeu (Società italiana Medicina di emergenza urgenza). “Considerando il momento attuale, con l’avvio sul territorio delle Case di comunità – aggiunge Riccardi – non vediamo ancora funzionare bene la presa in carico dei pazienti che vengono dimessi dal Pronto soccorso e dovrebbero trovare nelle Case di comunità un riferimento. Spesso li vediamo tornare in Ps, magari avevano necessità per un problema acuto minore – ad esempio cutaneo o un ascesso. Inoltre – rimarca – viviamo una carenza strutturale di organici che nel periodo estivo arriva ad almeno 7mila medici a livello nazionale”.

Quanto ha inciso il caldo record sugli accessi in Pronto soccorso? “Incide nel momento in cui dalla popolazione non vengono seguite o lo sono solo parzialmente le raccomandazioni e gli accorgimenti previsti dai bollettini del ministero della Salute – avverte il presidente Simeu – Vediamo ancora comportamenti, come fare sport in orari improbabili, che se fino a 10 anni fa potevano ancora andare bene oggi, con le temperature che abbiamo vissuto, non possono andare più bene. Sincopi e colpi di calore sono dietro l’angolo. In più dovremmo ricordarci che il cambiamento climatico ha ridotto la forbice di tolleranza del nostro organismo alla ore più calde. Gli anziani che escono la mattina o il pomeriggio o i genitori che portano i bambini al mare, dovrebbero rivedere gli orari. In più in queste settimane abbiamo notato un certo aumento di traumi maggiori – ad esempio in Liguria dove lavoro – per incidenti stradali e in mare. C’è una maggiore disattenzione e la diffusione di compotamenti pericolosi alla guida”.