Un esercito contro il Covid-19

Un esercito contro il Covid-19

6 Marzo 2020 0 Di Martina Lombardi

La gravità della situazione attuale richiede, pertanto, azioni decise e quanto più efficaci: la sanità italiana sta affrontando uno dei momenti più delicati degli ultimi anni.

 

Il nuovo clima emergenziale, provocato dall’ingresso in Italia del Coronavirus, ha cambiato radicalmente la vita dell’intero Paese che sta lottando con tutte le sue forze per arginare la diffusione di questo particolare e grave tipo di influenza.

Nelle regioni settentrionali, maggiormente colpite dal virus, l’aumento rapido dei casi positivi alla malattia ha costretto la sanità locale ad impegnarsi senza tregua nella battaglia per la salute pubblica. Le corsie ospedaliere sono però a corto di medici, mentre sembra farsi di giorno in giorno sempre più urgente la richiesta di cure da parte dei pazienti che presentano sintomi ricollegabili al Coronavirus.

La carenza di personale medico ha quindi spinto il Governo a scegliere interventi immediati, volti a sostenere le strutture sanitarie del paese, come si legge negli ultimi Decreti promulgati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Col Decreto legge del 2 marzo 2020 lo Stato sostiene l’offerta sanitaria delle regioni più colpite dal virus consentendo il conferimento di “incarichi di lavoro autonomo anche a personale medico e a personale infermieristico, collocato in quiescenza, con durata non superiore ai sei mesi, e comunque entro il termine dello stato di emergenza”. Allo stesso modo, il recente Dpcm del 4 marzo 2020 sospende tutte le attività didattiche, formative e culturali ad eccezione dei corsi”post universitari connessi con l’esercizio di professioni sanitarie, ivi inclusi quelli per i medici in formazione specialistica, i corsi di formazione specifica in medicina generale, le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie”.

Questi provvedimenti svelano chiaramente la realtà difficile che l’ambiente medico sta vivendo negli ultimi mesi, battendosi quotidianamente per salvaguardare la salute pubblica e ripristinare quel clima di serenità che è messa a dura prova dalla diffusione del Covid-19.

Un’operazione di reclutamento non facile ma sorta, secondo Carlo Palermo, Segretario Nazionale dell’Anaao, come risposta al clima emergenziale. I rischi non sono pochi: è vero che il personale giovane potrebbe avere un’esperienza non ancora matura, ma ciononostante l’urgenza sanitaria deve avere la priorità su tutto.

L’introduzione di nuovi medici e infermieri è, sempre secondo Palermo, la decisione migliore nei tempi attuali: “sarà un bene sia per i giovani, a cui darà un’opportunità importante, che per il nostro sistema sanitario, che ha bisogno di energie”.

Ancora, mentre sono sospese tutte le occasioni di aggregazione sociale, è stato anticipato in Campania il concorso legato all’ambiente sanitario per schierare in prima fila contro il virus il nuovo personale infermieristico. Tale decisione è stata motivata dal governatore della Regione De Luca come una scelta dettata dall’emergenza che si è però realizzata nel pieno rispetto della salute dei candidati: “Abbiamo adottato tutte le misure necessarie: abbiamo distanziato i banchi, abbiamo collocato distributori di disinfettante. A maggior ragione stiamo mandando avanti i concorsi che riguardano l’area sanitaria. La nostra linea: nessun panico ma estremo rigore e attenzione”.

La gravità della situazione attuale richiede, pertanto, azioni decise e quanto più efficaci: la sanità italiana sta affrontando uno dei momenti più delicati degli ultimi anni e deve mostrarsi pronta ad affrontare la sfida contro il Covid-19.

Una sfida difficile da affrontare, ma non impossibile da vincere se si sostituisce alla paura e all’ansia la fiducia nella medicina, ma soprattutto nel personale sanitario che, giorno dopo giorno, si adopera senza sosta per la tutela della salute collettiva.