Sanità privata, da Cisl-Fp Campania via allo stato di agitazione
25 Agosto 2026La CISL Funzione Pubblica della Campania ha proclamato lo stato di agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità privata accreditata, chiedendo che “si faccia piena e definitiva chiarezza su un comparto che è di grande importanza” per tutto il settore.
“E’ arrivato il momento – sottolinea il leader della categoria Luigi D’Emilio – di affrontare e definire una volta e per tutte questioni di interesse vitale per gli addetti, i cittadini ed il territorio. Aldilà del rischio emergenziale che si prospetta, come la minaccia di sospensione di parte dei ricoveri, e delle risorse che servono al sistema, ribadiamo in modo fermo e determinato che le conseguenze delle criticità finanziarie lamentate dall’associazione datoriale e tutte da verificare non possono ricadere su chi non ha alcuna responsabilità. Il rischio d’impresa non può essere trasferito sulle spalle dei lavoratori, così come le carenze della programmazione del Servizio Sanitario Regionale non possono tradursi in un problema per i dipendenti né per i servizi garantiti ai cittadini campani”.
La Cisl Funzione Pubblica segnala che in più realtà della sanità privata accreditata problemi e ritardi nei flussi finanziari hanno finito per riflettersi sulla puntualità nel pagamento delle retribuzioni, aprendo vertenze e determinando crescente preoccupazione tra i lavoratori.
“È proprio questo circuito – ricorda il segretario generale – che deve essere interrotto: i ritardi possono nascere a monte, ma non possono arrivare a valle sulla busta paga di chi ha regolarmente lavorato. Alla Regione spettano programmazione e governo del sistema; alle aziende la gestione delle strutture e le responsabilità connesse al rischio d’impresa. Occupazione, retribuzioni, orari e diritti contrattuali non possono diventare la camera di compensazione delle difficoltà dell’uno o dell’altro livello.
La Campania non può continuare a governare la sanità inseguendo le emergenze. Servono una programmazione certa, con regole dell’accreditamento adeguate alla realtà di oggi superando quelle tuttora vigenti e vecchie di 30 anni, controlli effettivi e non a chiacchiere, verifica delle responsabilità rispetto all’utilizzo reale di tutte le branche per le quali vengono erogate risorse pubbliche. Queste devono tradursi in qualità dell’assistenza, rispetto dei contratti e tutela del lavoro. Altrimenti – conclude D’Emilio – siamo pronti a fare la nostra parte, anche con iniziative di mobilitazione costanti ed articolate, perché vogliamo che la sanità privata svolga fino in fondo il suo importante ruolo nell’ambito di un percorso di riallineamento e di bilanciamento dell’offerta di salute sul territorio regionale”.


