Vitamina D in gravidanza, dosi più alte associate a una migliore memoria nei figli
23 Agosto 2026L’integrazione di vitamina D3 (colecalciferolo) ad alto dosaggio in gravidanza è positivamente associata a migliori esiti a livello di memoria visiva, memoria verbale e flessibilità cognitiva nei figli, all’età di 10 anni. Questi risultati, pubblicati su JAMA Network Open, rafforzano le prove sull’associazione tra l’esposizione prenatale alla vitamina D e le funzionalità cognitive infantili. Lo studio è stato coordinato da Olivia Frigast Frederiksen, dell’Università di Copenaghen, in Danimarca.
Vitamina D3 in gravidanza: le basi biologiche dei benefici cognitivi
La vitamina D durante la gravidanza contribuisce allo sviluppo cerebrale del nascituro: studi ne evidenziano il coinvolgimento in processi neuroevolutivi chiave, tra cui la differenziazione neuronale, la sintesi dei neurotrasmettitori, la segnalazione del calcio intracellulare e l’attività antiossidante.
La distribuzione dei recettori della vitamina D nel cervello supporta ulteriormente il suo ruolo nello sviluppo neurologico. Inoltre, modelli sperimentali hanno dimostrato associazioni tra carenza di vitamina D e ridotte funzionalità cognitive, in particolare deficit di apprendimento e memoria. Una carenza prenatale di vitamina D, poi, è stata associata a disturbi neuropsichiatrici come il disturbo dello spettro autistico (ASD), il disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD) e la schizofrenia. Questi disturbi sono associati a deficit in diversi domini cognitivi, tra cui l’attenzione e le funzioni esecutive.
A oggi, solo uno studio clinico randomizzato ha esaminato il ruolo dell’integrazione di vitamina D durante la gravidanza sulle performance cognitive della prole, riportando un effetto positivo dell’integrazione con 2000 UI/die di vitamina D dalla 12a alla 16a settimana di gravidanza fino al parto sul linguaggio ricettivo ed espressivo a 3-5 anni di età, sebbene su un campione relativamente piccolo (n = 156). Tuttavia, nessuna ricerca clinica ha valutato gli effetti dell’integrazione della vitamina D3 ad alto dosaggio.
Alto dosaggio e performance cognitive nei bambini
Obiettivo dello studio, dunque, era valutare l’effetto dell’integrazione di vitamina D3 ad alto dosaggio in gravidanza sulle funzionalità cognitive della prole fino alla media infanzia. A questo scopo, i ricercatori hanno condotto un’analisi secondaria post hoc dello studio clinico randomizzato controllato con placebo Copenhagen Prospective Studies on Asthma in Childhood 2010, condotto tra il 2009 e il 2010. La coorte comprendeva 700 coppie madre-figlio danesi, di cui 623 sono randomizzate e trattate con vitamina D3 ad alto dosaggio (2800 UI/die) o a dosaggio standard (400 UI/die) dalla 24a settimana di gravidanza fino a una settimana dopo il parto. L’esito primario era la funzione cognitiva in 11 aree valutate a 10 anni mediante test neuropsicologici.
Complessivamente, l’indagine ha incluso 498 bambini (età media [DS], 10,3 [0,4] anni; 51,8% maschi), di cui 247 esposti in età pre-natale ad alte dosi di vitamina D3 e 251 esposti a dosi standard di vitamina D3. L’analisi ha mostrato associazioni positive tra vitamina D3 ad alto dosaggio e memoria verbale (p = 0,02), memoria visiva (p =0,01) e flessibilità cognitiva (p =0,04), anche se dopo la correzione per test multipli, la vitamina D3 ad alto dosaggio non era più associata a un miglioramento della flessibilità cognitiva.


