Salerno, caos del personale in relazione alle case di comunità
9 Luglio 2026La FP CGIL Salerno, in una nota indirizzata ai vertici dell’Asl Salerno ritiene necessario rappresentare le persistenti problematiche che stanno interessando il personale formalmente assegnato alle Case e agli Ospedali di Comunità.
A distanza di tempo dalla definizione delle assegnazioni, si continua a svolgere la propria attività presso i Distretti Sanitari di riferimento, in considerazione del fatto che diverse strutture destinate alle Case e agli Ospedali di Comunità non risultano ancora pienamente funzionanti. Tale situazione sta determinando una evidente discrasia tra le assegnazioni amministrative e l’effettiva organizzazione del lavoro.
La mancanza di una corrispondenza tra la sede formalmente attribuita e quella nella quale il personale presta concretamente servizio produce conseguenze anche sotto il profilo gestionale. In particolare, gli operatori risultano ancora associati a modelli organizzativi e turnazioni che non trovano riscontro nell’attività quotidianamente svolta presso i Distretti Sanitari, dove l’orario di lavoro segue una programmazione ordinaria. Questa condizione sta generando anche criticità nell’utilizzo dei sistemi di rilevazione delle presenze, con ripercussioni sia sul piano amministrativo che sulla corretta contabilizzazione dell’orario di servizio prestato dai lavoratori.
A ciò si aggiunge una diffusa condizione di incertezza che sta interessando il personale coinvolto nel processo di attivazione delle Case e degli Ospedali di Comunità. I lavoratori manifestano una crescente difficoltà nel comprendere tempi, modalità e assetti organizzativi del percorso in atto, percependo una carenza di informazioni chiare e
puntuali rispetto alle prospettive future.
Tale situazione genera inevitabilmente disorientamento all’interno dei Distretti Sanitari/Case di comunità, dove permane una diffusa incertezza circa l’organizzazione dei servizi, l’individuazione delle responsabilità gestionali e il ruolo che ciascun operatore sarà chiamato a svolgere nel nuovo modello assistenziale. I lavoratori, infatti, non dispongono di indicazioni precise in merito alla futura sede di servizio, alle figure di riferimento cui
rapportarsi e agli assetti organizzativi che caratterizzeranno la propria attività lavorativa.
L’assenza di un quadro definito non incide esclusivamente sugli aspetti lavorativi, ma determina ripercussioni anche sulla sfera personale e familiare dei dipendenti, i quali si trovano nell’impossibilità di programmare adeguatamente la propria vita e i propri impegni in funzione dei cambiamenti organizzativi annunciati ma non ancora chiaramente delineati.
La FP CGIL chiede quindi che venga anche avviato un percorso di informazione e
confronto costante con il personale interessato e con la RSU e le Organizzazioni Sindacali,
al fine di garantire trasparenza, partecipazione e certezza rispetto alle future modalità
organizzative e operative delle Case e degli Ospedali di Comunità.


