Nisida, Istituti di pena per minori: grandi assenti cure e sanità

Nisida, Istituti di pena per minori: grandi assenti cure e sanità

9 Luglio 2026 Off Di La Redazione

“Anche nella giustizia minorile si avverte il rischio di una progressiva omologazione al carcere degli adulti. La politica, anziché interrogarsi sulle cause del disagio, della devianza minorile, delle dipendenze e della sofferenza psichica, sembra orientarsi sempre più verso risposte securitarie e detentive”. Questo il giudizio di Samuele Ciambriello, Garante Campano delle Persone Private della Libertà, che ieri ha visitato l’Istituto penale per i minorenni di Nisida.

Ciambriello si è recato a Nisida insieme agli avvocati Elena Cimmino e Alessandro Gargiulo, in rappresentanza dell’Osservatorio Regionale sulla Vita Detentiva. Ad oggi nell’istituto sono presenti 67 detenuti, di cui 10 non italiani, 44 minorenni e 3 in regime di art. 21.

Per Ciambriello anche a Nisida “la sanità e soprattutto la psichiatria fanno sentire la loro assenza assistenziale. È assurdo, infatti, che, pur essendo presenti 3 detenuti cosidetti ‘psichiatrici’, lo specialista presti servizio una sola volta al mese per circa 3 ore. Medesimo discorso per gli psicologi in servizio, solo 3 per circa 14 ore settimanali”. “Di fatto – spiega – il trattamento del disagio psichiatrico è quasi del tutto assente, così come il trattamento delle dipendenze — droghe, ludopatie e altre fragilità — non a caso il Sert da alcuni anni non è presente a Nisida”.
“Non possiamo pensare – dice il garante – che il disagio dei ragazzi si affronti abbassando l’età imputabile o rendendo il carcere minorile sempre più simile a quello degli adulti. A Nisida abbiamo incontrato ragazzi che chiedono addirittura di essere trasferiti in un penitenziario per maggiorenni: questo deve farci riflettere, deve interrogare le istituzioni, la politica, la scuola, la sanità, le famiglie. Se un ragazzo arriva a preferire il carcere degli adulti, significa che qualcosa nel sistema minorile non sta funzionando”.