Punto nascite trasferito da Polla a Nocera inferiore, la Fp Cgil: scelta unilaterale

Punto nascite trasferito da Polla a Nocera inferiore, la Fp Cgil: scelta unilaterale

17 Agosto 2026 Off Di La Redazione

La FP CGIL torna a scrivere al presidente della Regione Campania, Roberto Fico e all’assessora alle Pari Opportunità, Claudia Pecoraro: “Scelta unilaterale e senza previo confronto. A rischio la tutela della salute di donne e bambini nel territorio a sud di Salerno”.
A partire da domani, lunedì 17 agosto, il Punto nascita sospeso dell’ospedale di Battipaglia verrà trasferito da Polla a Nocera Inferiore, portando con sé anche il personale afferente al presidio di partenza. Una decisione riorganizzativa comunicata dall’Asl Salerno che, stando a quanto riferito dalla direzione strategica durante l’incontro con i sindacati dello scorso 7 agosto, dovrebbe avere una durata di 60 giorni per consentire opportuni interventi strutturali.
Tuttavia, questa nuova scelta unilaterale sull’organizzazione del lavoro, definita senza un previo confronto con le parti sociali, desta profonda preoccupazione nella FP CGIL Salerno per l’attenzione che dovrebbe essere riservata alla salute della donna e del bambino, con il rischio concreto di vanificare le parole e i proclami sulle pari opportunità e sul contrasto alla denatalità nelle aree interne.
Per queste ragioni, la FP CGIL Salerno ha deciso di rivolgersi di nuovo non solo al direttore generale dell’Asl Salerno, Gennaro Sosto, ma anche al presidente della Regione, Roberto Fico, e all’assessora alle Pari Opportunità, Claudia Pecoraro, chiedendo un approfondimento immediato di fronte a quella che si configura come la certificazione del disinvestimento nella sanità pubblica a sud del capoluogo. Se un tempo si diceva che Cristo si è fermato a Eboli, i punti nascita dell’Asl Salerno sembrano non arrivarci nemmeno.
Sebbene non emergano motivazioni ufficiali esplicite dalle disposizioni dell’Azienda Sanitaria, il sindacato ha potuto appurare direttamente la situazione sul campo grazie all’assemblea con i lavoratori tenutasi lo scorso mercoledì 12 agosto presso l’ospedale di Battipaglia. Dal confronto con il personale dei presidi di Polla e Battipaglia è emerso chiaramente come il nuovo afflusso di utenza verso Polla abbia reso evidenti, ben oltre i confini del Vallo di Diano, le scarse risorse assegnate a quella struttura. Il punto nascita di Polla aveva e continua ad avere un disperato bisogno di essere potenziato e i maggiori accessi di questi giorni non hanno fatto altro che certificare una dotazione organica, strutturale e tecnologica del tutto insufficiente, pur trattandosi di un presidio sotto soglia. Oltre alla cronica carenza di personale a cui l’Asl non ha mai posto realmente rimedio, tutta la dotazione strutturale e tecnologica: basti pensare che per le diagnosi ostetriche prenatali e perinatali è presente un solo ecografo. E l’assenza di neonatologi pronti a intervenire in caso di parti non fisiologici di certo non aiuta a risolvere i problemi di iper afflusso di questi giorni. Un mix di difficoltà che rendono complesso gestire l’utenza materno-infantile di un DEA come quello di Battipaglia in un contesto di simile limitatezza di risorse.
Di contro, anziché prendere atto che la necessità di potenziare Polla non può più essere nascosta sotto il tappeto, fondamentale per renderlo attrattivo e favorire le condizioni per raggiungere il numero minimo di parti ed evitare di chiedere deroghe, la direzione strategica ha preferito spostare il punto nascita di Battipaglia a Nocera Inferiore. Quest’ultima rappresenta una struttura che già registra elevati volumi annuali di parti e dispone di una Terapia Intensiva Neonatale (TIN), ma l’operazione rischia di sovraccaricare ulteriormente un DEA che gestisce un bacino d’utenza compreso tra i 300 e i 400 mila abitanti, includendo anche i cittadini della provincia sud di Napoli che vi afferiscono abitualmente.
Questa riorganizzazione temporanea leaves sguarnita un’area di circa 250.000 abitanti che va da Capaccio a Bellizzi, comprendendo la Piana e la Valle del Sele, gli Alburni, i Picentini e l’Alto Calore. Si tratta di un territorio privo di un punto nascita di riferimento, con l’aggravante di una popolazione migrante stimata fino a 30.000 persone tra censiti e non censiti: cittadini indispensabili per l’economia agricola locale a cui però, specialmente alle fasce più fragili come donne e bambini, non si riesce a garantire la tutela della salute come diritto fondamentale sancito dall’articolo 32 della Costituzione. L’auspicio del sindacato è che questo disinvestimento nell’ostetricia non finisca per compromettere anche il corretto funzionamento del “Percorso Rosa” dedicato alle donne vittime di violenza.
Sui 60 giorni indicati dalla Direzione strategica, la FP CGIL Salerno, pur auspicando che la tempistica si riveli effettivamente quella prospettata dall’Asl, non nasconde il timore che fattori legati al periodo estivo, possano determinare slittamenti e prolungare i disagi.
Proprio per questo, il ripristino delle attività a Battipaglia al termine dei lavori di ristrutturazione dovrà rappresentare l’occasione concreta non solo per riaprire il servizio, ma per garantire un vero e proprio potenziamento del reparto di Ginecologia e dell’intero assetto materno-infantile. Parallelamente, il sindacato chiede con fermezza di potenziare in maniera definitiva il Punto nascita di Polla e di individuare nell’immediato una soluzione per la Piana del Sele, sfruttando il fatto che il Pronto Soccorso di Battipaglia resta aperto: le proposte operative prevedono l’apertura del punto nascita ad Agropoli nelle more dell’installazione di un modulo mobile adiacente al presidio di Battipaglia, unitamente all’immediata attivazione del Pronto Soccorso di Agropoli, fornito di tutti i servizi e degli standard previsti dalle normative regionali e dall’Atto aziendale, per evitare il definitivo collasso delle strutture di emergenza di Eboli e Oliveto Citra.
Lo scrivono, in una nota, Antonio Capezzuto segretario generale FP CGIL Salerno e Massimiliano Voza coordinatore Dirigenza Medica Asl Salerno FP CGIL Salerno.