Le cliniche Campane non seppelliscono l’ascia di guerra

Le cliniche Campane non seppelliscono l’ascia di guerra

2 Ottobre 2026 Off Di La Redazione

Fico rilancia con un ramoscello d’olivo ma l’Aiop non demorde: permane lo stato di crisi. “Leggiamo oggi sui giornali, dichiarazioni trionfalistiche del presidente Roberto Fico a proposito della presunta risoluzione della vertenza con le strutture convenzionate di cura e pronto soccorso.

In realtà ci siamo solo limitati a prendere atto di una delibera che disattende tutte le nostre richieste, pur mantenendo un piccolo spiraglio per un futuro tutto da scrivere.

Il presente, però, ci restituisce un comparto, quello convenzionato, che presto esaurirà i budget a lui assegnati e sarà costretto malgrado tutto a interrompere le prestazioni che, responsabilmente, continueranno ad essere erogate fino, lo ribadiamo, all’esaurimento del budget che, ancora una volta, non copre i 12 mesi dell’anno .” CKSÌ Sergio Crispino presidente di Aiop Campania. “Con la delibera appena approvata in giunta ci hanno sottratto 20 milioni dj quanto stanziato dalla Finanziaria per l acquisto di prestazioni da privati.
I 27 milioni messi nel piatto sono circa la metà di quanto non ci attribuisca la finanziaria del 2026. E le tariffe della riabilitazione sono un atto dovuto perché c’è un provvedimento nazionale che lo impone, tuttavia, quello che non si dice è che le tariffe, per adesso, sono state recepite e applicate con una decurtazione del 5% immotivata e che le risorse per coprire i costi delle nuove tariffe non ci sono perché bloccate a Roma.
Quindi si erogheranno meno prestazioni e questo a discapito dei cittadini assistiti.
AIOP Campania tuttavja revoca la sospensione dei ricoveri programmati: «Riprendiamo per tutelare i cittadini, ma la crisi resta aperta» Budget ancora insufficienti e nuove tariffe di riabilitazione e lungodegenza ridotte fino al 5 per cento Lasciano aperta la proclamazione dello stato di crisi.
La ripresa delle attività riguarda le strutture ospedaliere private accreditate della Campania e nasce dalla volontà di evitare ulteriori conseguenze sull’accesso alle cure, sulla continuità assistenziale e sui pazienti in attesa di un ricovero. Non rappresenta, tuttavia, secondo AIOP, il superamento delle ragioni che avevano determinato la protesta.
Durante il periodo di sospensione sono rimaste garantite le cure non differibili e la continuità dei percorsi assistenziali già avviati. Le singole case di cura e l’associazione hanno però ricevuto numerose richieste di ripresa delle attività, confermando il peso assunto dalle strutture accreditate nella rete del Servizio sanitario regionale.
«Abbiamo deciso di riaprire i ricoveri programmati per senso di responsabilità e nell’interesse dei cittadini – aggiunge Crispino -. non potevamo ignorare le richieste provenienti dai pazienti, dalle famiglie e dallo stesso sistema sanitario. Il protrarsi della sospensione avrebbe determinato conseguenze sempre più pesanti per persone che hanno bisogno di cure e per una rete ospedaliera regionale già sottoposta a una forte pressione». La revoca della sospensione costituisce dunque, precisa l’associazione, un atto di buona volontà delle strutture e non una rinuncia alle rivendicazioni avanzate nelle scorse settimane.

«La ripresa dell’attività non deve essere interpretata come la soluzione della crisi – sottolinea Crispino -. Le criticità restano gravi e attendiamo ancora provvedimenti regionali capaci di assicurare alle strutture un equilibrio economico e gestionale compatibile con il mantenimento dei livelli assistenziali. Abbiamo rimesso al primo posto i cittadini, ma ora chiediamo alla Regione di assumersi fino in fondo la propria responsabilità programmatoria».