Morbillo, casi in aumento in Italia

Morbillo, casi in aumento in Italia

7 Novembre 2026 Off Di La Redazione

Il morbillo torna al centro dell’attenzione dopo il decesso di un bambino nella contea di Lewis, nello Stato di New York, il primo caso mortale associato alla malattia registrato nello Stato americano da oltre trent’anni. La notizia, comunicata il 2 novembre dalle autorità sanitarie locali, coincide con un aumento dei contagi registrato anche in Italia nei primi mesi del 2026 e con coperture vaccinali ancora inferiori alla soglia raccomandata.

Secondo i dati del Ministero della Salute riportati dall’agenzia Dire il 3 novembre, tra gennaio e maggio 2026 sono stati confermati 472 casi di morbillo, rispetto ai 322 dello stesso periodo del 2025. Altre 609 segnalazioni risultavano classificate come possibili o probabili. Nel 2024 i casi erano stati complessivamente 1.045, scesi a 497 nel 2025.

Il quadro europeo conferma la circolazione del virus. Secondo il rapporto del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) del 30 ottobre, l’Italia ha registrato 651 casi nei dodici mesi fino al 30 settembre 2026, pari al 28% delle 2.325 infezioni notificate da 30 Paesi dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo. Si tratta del numero assoluto più elevato nel periodo considerato.

Le coperture vaccinali italiane restano inferiori agli obiettivi indicati dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). I dati del 2024 riportano una copertura del 94,77% per la prima dose e dell’84,45% per la seconda. Nessuna Regione o Provincia autonoma raggiunge per la seconda dose la soglia del 95%, necessaria per interrompere la trasmissione del virus. I valori più bassi sono segnalati in Sicilia (67,88%), Campania (71,89%) e Provincia autonoma di Bolzano (73,69%).

I dati epidemiologici evidenziano differenze anche nella distribuzione per età. Tra i casi segnalati nel 2026, l’età mediana è di 30 anni e la fascia più rappresentata è quella tra 15 e 39 anni. L’incidenza più elevata riguarda tuttavia i bambini sotto i quattro anni, con 49,4 casi per milione di abitanti.

Il morbillo è una malattia altamente contagiosa. Secondo il portale Epicentro dell’Istituto superiore di sanità (ISS), una persona infetta può trasmettere il virus da quattro giorni prima a quattro giorni dopo la comparsa dell’esantema. Le complicanze comprendono polmonite ed encefalite acuta. I bambini sotto i cinque anni, le donne in gravidanza e le persone con deficit immunitario presentano un rischio maggiore di sviluppare forme gravi.

La prevenzione si basa sulla vaccinazione. In Italia il calendario prevede due dosi di vaccino contro il morbillo, la prima a dodici mesi e la seconda a cinque anni. La circolare del Ministero della Salute del 23 settembre 2026 richiama la necessità di rafforzare la sorveglianza epidemiologica, le campagne vaccinali mirate e il recupero della seconda dose, con il coinvolgimento dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta.