Start Cup Campania 2026, due medaglie d’oro per la Ricerca UNISA

Start Cup Campania 2026, due medaglie d’oro per la Ricerca UNISA

6 Novembre 2026 Off Di La Redazione

Con i progettI “ImmunoSAFE” ed “ErgoMovement”.

Doppia vittoria della Ricerca per l’Università di Salerno (UNISA) a StartCup Campania 2026, la Business Plan Competition promossa dalle Università campane, ad oggi un appuntamento chiave per l’ecosistema dell’innovazione regionale.

Sono stati in tutto 48 i Business Plan presentati nella “categoria generale” (di cui 8 a firmaUNISA) dal totale degli atenei campani, mentre 9 sono stati i progetti proposti per la categoria “studenti”, di cui 2 dall’Università di Salerno. Una commissione di circa 30 giurati ha valutato i Business Plan selezionando 14 finalisti (11 per la categoria principale e 3 per la categoria studenti) che hanno presentato le loro idee in un pitch lo scorso venerdì 30 ottobre nella cornice del Complesso di Santa Patrizia a Napoli, presso l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”.

Con il progetto di area medica “ImmunoSAFE”, l’Ateneo ha conquistato il primo posto nella classifica generale, guadagnandosi così l’accesso alla finale di dicembre del Premio Nazionale per l’Innovazione. Con il progetto “ErgoMovement”, l’Ateneo si è aggiudicato la medaglia d’oro anche per la categoria studenti.

“Questa doppia vittoria nell’ambito di Start Cup Campania 2026 ci rende particolarmente orgogliosi come Ateneo – dichiara il Rettore Virgilio D’Antonio – perché testimonia per un verso la solidità della nostra ricerca scientifica all’interno dei dipartimenti, e per l’altro versante il fatto che riusciamo a trasferire le nostre competenze di ricerca nell’ambito della didattica ai più giovani. In particolare, riguardo a ImmunoSafe, questo è un progetto che ci interessa particolarmente dal momento che certifica l’eccellenza della nostra ricerca nell’ambito del Dipartimento di Medicina e Chirurgia che è evidentemente tra quegli ambiti di ricerca che hanno una ricaduta immediata nei contesti più delicati per la nostra utenza naturale, quindi nel settore della salute, e questo in qualche modo rende ancora più prezioso il risultato che è stato raggiunto”.

Il kit diagnostico ImmunoSAFE è stato sviluppato presso il Laboratorio di Immuno-Oncologia del Dipartimento di Medicina, Chirurgia e Odontoiatria “Scuola Medica Salernitana” dell’Università degli Studi di Salerno, per la predizione dei rischi legati agli eventi avversi immuno-correlati nei pazienti oncologici candidati all’immunoterapia. Negli ultimi anni l’immunoterapia ha rivoluzionato il trattamento di alcuni tumori, tuttavia il 10-15% dei pazienti oncologici può manifestare gravi eventi avversi immuno-correlati (irAEs).

“ImmunoSAFE” è il primo test genetico salivare basato su un marcatore brevettato dal team proponente, che in meno di 24 ore ci permette di poter stratificare il rischio di tossicità da immunoterapia prima dell’inizio del trattamento – spiega la ricercatrice Giovanna Polcaro. Un supporto per gli oncologi per per poter prendere una decisione per un trattamento più sicuro, efficace e personalizzato. Il valore di questa vittoria è stato estremamente importante per noi come team proponente del Dipartimento di Medicina, perché la competizione Startup Campania è molto importante e altamente stimolante. La cosa più importante è che dalla ricerca siamo giunti a quello che è il letto del paziente, quindi un’enorme trasferibilità clinica, quello che a me piace definire from bench to bedside. È importante perché è un test salivare, quindi non è invasivo, è rapido con un turnaround inferiore alle 24 ore, ma soprattutto è altamente trasferibile. È uno scenario che comprende circa 7 milioni di pazienti candidabili all’immunoterapia ogni anno, per cui riusciamo a raggiungere il paziente in tutto il mondo, a livello globale”.

Il kit permette, infatti di poter effettuare uno screening sul paziente per capire in anticipo se può manifestare o meno effetti collaterali, quindi tossicità all’immunoterapia. Tra i vantaggi il miglioramento della qualità di vita del paziente e la riduzione dei costi per spese sanitarie e per eventuali ricoveri per irAEs gravi.