Il disagio psichico non si vince con interventi isolati ma con approcci multidisciplinari
29 Luglio 2026Francesco Vaia: «Serve una prevenzione che coinvolga istituzioni, sanità, famiglie e scuola».
«Di fronte a fatti di cronaca che coinvolgono persone con disagio psichico è necessario evitare contrapposizioni ideologiche e attendere l’accertamento dei fatti. Più che dividersi, dobbiamo riflettere su ciò che questi episodi ci dicono della società e sulle risposte che siamo chiamati a costruire». Lo ha detto il professor Francesco Vaia, componente vicario dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità ed ex direttore generale della Prevenzione sanitaria del Ministero della Salute, intervenendo a Non Stop News su RTL 102.5. Secondo Vaia, la cronaca impone di affrontare il tema del crescente disagio psicologico, dei disturbi psichiatrici e delle condizioni del neurosviluppo, fenomeni che interessano l’intera popolazione ma preoccupano soprattutto per il loro impatto su bambini e giovani. «L’aumento delle diagnosi dei disturbi dello spettro autistico è certamente legato anche a una maggiore capacità diagnostica, ma impone una riflessione più ampia. Occorre inoltre respingere con fermezza ogni teoria priva di basi scientifiche, come quella che collega i vaccini all’autismo». Vaia ha sottolineato la necessità di rafforzare la prevenzione, semplificando l’accesso ai servizi, sostenendo le famiglie, garantendo continuità assistenziale e promuovendo una formazione congiunta tra operatori sanitari e forze dell’ordine per la gestione delle situazioni più complesse. Richiamando la legge Basaglia, ha evidenziato come alla chiusura dei manicomi avrebbe dovuto accompagnarsi un più forte sviluppo dei servizi territoriali, dell’abitare assistito e del supporto alle famiglie. Ha inoltre ricordato il Piano nazionale sulla salute mentale predisposto durante la sua esperienza al Ministero della Salute, ribadendo l’importanza della sua piena attuazione da parte di Regioni ed enti locali. Infine, Vaia ha ricordato che l’autismo è una condizione del neurosviluppo e non una patologia psichiatrica, sottolineando come gli anni della pandemia abbiano aggravato il disagio giovanile, anche a causa dell’isolamento sociale e dell’uso sempre più intenso degli strumenti digitali. «La salute mentale riguarda tutta la comunità. Scuola, famiglie, servizi sociali, sanità e istituzioni devono lavorare insieme per intercettare il disagio prima che diventi emergenza e costruire una rete di prevenzione realmente efficace», ha concluso.
«Di fronte a fatti di cronaca che coinvolgono persone con disagio psichico è necessario evitare contrapposizioni ideologiche e attendere l’accertamento dei fatti. Più che dividersi, dobbiamo riflettere su ciò che questi episodi ci dicono della società e sulle risposte che siamo chiamati a costruire». Lo ha detto il professor Francesco Vaia, componente vicario dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità ed ex direttore generale della Prevenzione sanitaria del Ministero della Salute, intervenendo a Non Stop News su RTL 102.5. Secondo Vaia, la cronaca impone di affrontare il tema del crescente disagio psicologico, dei disturbi psichiatrici e delle condizioni del neurosviluppo, fenomeni che interessano l’intera popolazione ma preoccupano soprattutto per il loro impatto su bambini e giovani. «L’aumento delle diagnosi dei disturbi dello spettro autistico è certamente legato anche a una maggiore capacità diagnostica, ma impone una riflessione più ampia. Occorre inoltre respingere con fermezza ogni teoria priva di basi scientifiche, come quella che collega i vaccini all’autismo». Vaia ha sottolineato la necessità di rafforzare la prevenzione, semplificando l’accesso ai servizi, sostenendo le famiglie, garantendo continuità assistenziale e promuovendo una formazione congiunta tra operatori sanitari e forze dell’ordine per la gestione delle situazioni più complesse. Richiamando la legge Basaglia, ha evidenziato come alla chiusura dei manicomi avrebbe dovuto accompagnarsi un più forte sviluppo dei servizi territoriali, dell’abitare assistito e del supporto alle famiglie. Ha inoltre ricordato il Piano nazionale sulla salute mentale predisposto durante la sua esperienza al Ministero della Salute, ribadendo l’importanza della sua piena attuazione da parte di Regioni ed enti locali. Infine, Vaia ha ricordato che l’autismo è una condizione del neurosviluppo e non una patologia psichiatrica, sottolineando come gli anni della pandemia abbiano aggravato il disagio giovanile, anche a causa dell’isolamento sociale e dell’uso sempre più intenso degli strumenti digitali. «La salute mentale riguarda tutta la comunità. Scuola, famiglie, servizi sociali, sanità e istituzioni devono lavorare insieme per intercettare il disagio prima che diventi emergenza e costruire una rete di prevenzione realmente efficace», ha concluso.
«Di fronte a fatti di cronaca che coinvolgono persone con disagio psichico è necessario evitare contrapposizioni ideologiche e attendere l’accertamento dei fatti. Più che dividersi, dobbiamo riflettere su ciò che questi episodi ci dicono della società e sulle risposte che siamo chiamati a costruire». Lo ha detto il professor Francesco Vaia, componente vicario dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità ed ex direttore generale della Prevenzione sanitaria del Ministero della Salute, intervenendo a Non Stop News su RTL 102.5. Secondo Vaia, la cronaca impone di affrontare il tema del crescente disagio psicologico, dei disturbi psichiatrici e delle condizioni del neurosviluppo, fenomeni che interessano l’intera popolazione ma preoccupano soprattutto per il loro impatto su bambini e giovani. «L’aumento delle diagnosi dei disturbi dello spettro autistico è certamente legato anche a una maggiore capacità diagnostica, ma impone una riflessione più ampia. Occorre inoltre respingere con fermezza ogni teoria priva di basi scientifiche, come quella che collega i vaccini all’autismo». Vaia ha sottolineato la necessità di rafforzare la prevenzione, semplificando l’accesso ai servizi, sostenendo le famiglie, garantendo continuità assistenziale e promuovendo una formazione congiunta tra operatori sanitari e forze dell’ordine per la gestione delle situazioni più complesse. Richiamando la legge Basaglia, ha evidenziato come alla chiusura dei manicomi avrebbe dovuto accompagnarsi un più forte sviluppo dei servizi territoriali, dell’abitare assistito e del supporto alle famiglie. Ha inoltre ricordato il Piano nazionale sulla salute mentale predisposto durante la sua esperienza al Ministero della Salute, ribadendo l’importanza della sua piena attuazione da parte di Regioni ed enti locali. Infine, Vaia ha ricordato che l’autismo è una condizione del neurosviluppo e non una patologia psichiatrica, sottolineando come gli anni della pandemia abbiano aggravato il disagio giovanile, anche a causa dell’isolamento sociale e dell’uso sempre più intenso degli strumenti digitali. «La salute mentale riguarda tutta la comunità. Scuola, famiglie, servizi sociali, sanità e istituzioni devono lavorare insieme per intercettare il disagio prima che diventi emergenza e costruire una rete di prevenzione realmente efficace», ha concluso.



