Mattia Piscitelli: “Il movimento è prevenzione: bisogna partire dalla scuola”

Mattia Piscitelli: “Il movimento è prevenzione: bisogna partire dalla scuola”

12 Settembre 2026 Off Di Marco Magliulo & Pasquale Maria Sansone

 

 

Docente di Scienze Motorie nella scuola primaria, chinesiologo e personal trainer Mattia Piscitelli è un Tutor Sportivo Scolastico e collabora con Sport e Salute S.p.a.
Lei ha posto la scienza del movimento al centro del suo percorso professionale. Aldilà degli interventi “post”, cioè quelli posti a riparare i danni di un eventuale infortunio, quali sono quelli “pre” che, almeno in teoria, quegli infortuni dovrebbe ridurre?
Significa passare da una logica reattiva a una proattiva: non interveniamo per riparare il danno, ma per costruire un corpo resiliente. In chinesiologia parliamo di pre-abilitazione, un approccio che si fonda su quattro pilastri:
Valutazione biomeccanica;
Controllo neuromuscolare e stabilità;
Mobilità e flessibilità;
Gestione dei carichi e tecnica;

L’italiano non ha maturato ancora una “natura sportiva”, pure qualche decisivo passo è stato fatto. Lo si ricava dai medaglieri sempre più ricchi nelle competizioni internazionali, ma anche dal numero sempre più grande di persone che fanno la levataccia mattutina per fare jogging.

È vero, stiamo assistendo a un cambio di passo culturale, ma c’è ancora un divario tra lo sport d’élite o l’amatoriale volenteroso e la pratica quotidiana della popolazione generale.
La vera svolta non parte dalle medaglie olimpiche o dalla corsa al mattino, ma dalle basi: bisogna partire dalla scuola.
È nella scuola primaria che si fonda l’alfabetizzazione motoria. Se insegniamo ai bambini il valore e il piacere del movimento fin da piccoli, non avremo adulti sedentari da “convincere”, ma cittadini attivi per natura.
Chi si alza presto per fare jogging mostra grande motivazione, ma serve consapevolezza. Il movimento non deve essere improvvisato, ma guidato da professionisti per diventare sostenibile e sicuro nel tempo.
L’attività fisica sta finalmente venendo riconosciuta come prevenzione primaria e investimento sulla salute a lungo termine, non solo come un passatempo o un fattore estetico.

Quale tipo di alimentazione segue e quale, in linea di massima quella che consiglia ai suoi atleti per essere guidati o “curati”?

Personalmente seguo un approccio bilanciato e sostenibile nel tempo, basato sui principi della dieta mediterranea: cibo fresco, corretta ripartizione dei macronutrienti (carboidrati, proteine e grassi sani) e adeguata idratazione.
La spinta verso la Chinesiologia è derivata da una sua intuizione o da “spinte collaterali”: docenti, parenti, amici?

È stata un’intuizione profonda, nata da una vocazione autentica e naturale che mi porto dietro fin da bambino. Ho sempre avvertito una forte connessione con l’attività fisica e una grande curiosità verso il corpo umano: per me muovermi era naturale, ma ancora di più lo era capire come funzionassimo. Da piccolo giocavo quasi a fare il “dottore del movimento”, affascinato da come ogni muscolo o articolazione potesse lavorare in armonia.
Questa passione l’ho vissuta in prima persona sul campo, da sportivo a 360 gradi: prima con il calcio, poi praticando costantemente la palestra e il tennis. Crescendo, ho capito che non volevo limitarmi a praticare lo sport, ma volevo trasformare quell’inclinazione naturale in una scienza solida.
Scegliere la Chinesiologia è stato quindi il passo più logico e naturale: unire la mia passione di sempre con uno studio accademico rigoroso, per mettere quella stessa comprensione del corpo umano al servizio degli altri, dai bambini a scuola fino agli adulti in palestra.
Lei svolge per conto dello Stato anche un’attività di promozione della cultura dello Sport, come si configura la sua azione?

Si configura come una vera e propria missione educativa e sociale, prima ancora che tecnica,la mia azione all’interno della scuola primaria si sviluppa su tre direttrici fondamentali:
Alfabetizzazione motoria di base: Aiutiamo i bambini a sviluppare gli schemi motori di base attraverso il gioco e il divertimento, ponendo le fondamenta per qualsiasi disciplina sportiva futura.
Inclusione e valore educativo: Lo sport a scuola è uno strumento democratico. Abbatte le barriere sociali e insegna valori chiave come il rispetto delle regole, il lavoro di squadra, la gestione della vittoria e della sconfitta.
Promozione della salute e prevenzione: Trasmettiamo l’importanza dei sani stili di vita e del movimento quotidiano per contrastare la sedentarietà infantile e i problemi ad essa legati.
In sintesi, affianco i maestri e le famiglie per far sì che l’attività motoria non sia vista come un’ora di svago marginale, ma come un pilastro fondamentale della crescita psicofisica e della formazione dei cittadini di domani