Davide Pico, 20 anni tra bodybuilding, studio e lavoro: “La vera sfida è superare i propri limiti”

Davide Pico, 20 anni tra bodybuilding, studio e lavoro: “La vera sfida è superare i propri limiti”

22 Agosto 2026 Off Di Marco Magliulo & Pasquale Maria Sansone


Non siamo soliti elogiare i personaggi che di volta in volta abbiamo avvicinato con le nostre interviste. Questa volta dobbiamo fare un’eccezione per Davide Pico, che ad appena vent’anni si racconta con grande umiltà. Bodybuilder, studente universitario di Urbanistica e cameriere, Davide riesce a conciliare sport, studio e lavoro, senza rinunciare alle proprie passioni e ai propri obiettivi.

Che cosa l’attira del bodybuilding: l’obiettivo di un fisico super o il raggiungimento del giusto equilibrio tra corpo e mente?


Sono cresciuto nel mondo dello sport, grazie anche ai miei genitori, che all’epoca gareggiavano nel bodybuilding. È una passione che, con il tempo, è diventata anche mia. Tuttavia, al di là dell’aspetto fisico, ciò che mi affascina davvero è il senso di sfida: capire fin dove posso arrivare e quali sono i miei limiti, per poi cercare di superarli. Spinto dalla curiosità e dalla voglia di mettermi continuamente alla prova, ho sperimentato diverse discipline, dalla boxe alla corsa, fino agli allenamenti a corpo libero.

Quello che mi appassiona, in realtà, è l’allenamento in sé: il percorso, la costanza e la possibilità di migliorarmi giorno dopo giorno. Per me lo sport rappresenta anche un modo per trovare equilibrio tra corpo e mente. L’allenamento mi ha aiutato a costruire il mio carattere, a sviluppare disciplina e determinazione e, allo stesso tempo, a trovare uno sfogo personale e liberatorio. È diventato un momento in cui posso mettermi alla prova, liberare la mente e confrontarmi con me stesso.

Per mantenersi in forma segue una dieta particolare o si rifà ad un esperto di nutrizione?

Per mantenermi in forma dal punto di vista alimentare ho sempre seguito e studiato i consigli dei miei genitori. Non ho mai adottato un approccio particolarmente tecnico o rigoroso, anche perché mangiare bene non mi pesa e fa parte del mio stile di vita.

A 20 anni credo sia importante prendersi cura di sé senza rinunciare ai piaceri della vita, compreso il cibo. Cerco quindi di seguire un’alimentazione il più possibile varia, equilibrata e bilanciata, senza privazioni eccessive, imparando a trovare il giusto equilibrio tra benessere e piacere.

A vent’anni i sogni sono tanti, ma c’è qualche progetto che in special modo le piacerebbe realizzare?

Ho diversi progetti e obiettivi che vorrei realizzare nel corso della mia vita. Uno dei più importanti è sicuramente quello di laurearmi nella facoltà che ho scelto e che mi appassiona davvero, costruendo passo dopo passo il mio futuro.

Allo stesso tempo, mi piacerebbe continuare a confrontarmi con altre persone che, come me, condividono e adottano questo stile di vita, perché credo che il confronto possa essere un’importante occasione di crescita e di miglioramento. Chissà, magari un giorno potrei anche riuscire a competere su un palco, trasformando una mia grande passione in una vera e propria sfida personale.

Mi piace pensare di poter costruire e coltivare una vita sana ed equilibrata, senza però rinunciare a fare esperienze e a mettermi continuamente alla prova. Vorrei vivere il più possibile, conoscere nuove persone, affrontare nuove sfide e cogliere tutte quelle opportunità che possano aiutarmi a crescere, sia dal punto di vista personale che professionale.

Il mio obiettivo è quello di arrivare un giorno a guardarmi indietro e poter essere soddisfatto del percorso che ho fatto, sapendo di aver seguito le mie passioni, di aver dato il massimo e di non avere rimpianti.

Le nuove generazioni, dalla fase adolescenziale alla giovinezza, stanno vivendo stagioni di grande turbolenza e violenza. Lei, che è un osservatore privilegiato, giovane tra i giovani, a cosa pensa sia dovuta questa grave criticità?

Penso che, per come gira il mondo oggi, sia sempre più facile che giovani come me, se non addirittura più giovani, si ritrovino a sentirsi persi e confusi. Credo che questo dipenda anche dalle aspettative irrealistiche che vengono continuamente alimentate dai social network, dove sembra che tutti debbano avere successo, denaro, un fisico perfetto e una vita ideale nel minor tempo possibile.

Di conseguenza, molti giovani finiscono per pretendere di ottenere tutto e subito, senza rendersi conto che ogni traguardo richiede tempo, sacrificio e costanza. Spesso si tende inoltre a imitare persone che apparentemente rappresentano un modello di successo, ma che magari non hanno nulla a che vedere con ciò che siamo realmente o con i nostri valori.

Cercare continuamente di assomigliare agli altri può portare a perdere la propria identità e, di conseguenza, a provare sentimenti come rabbia, frustrazione, ansia, presunzione e una crescente mancanza di sicurezza in se stessi.

Oggi, inoltre, abbiamo praticamente tutto a portata di mano e siamo abituati a ottenere molte cose immediatamente. Proprio per questo, secondo me, si rischia di perdere il valore dell’attesa, del sacrificio e della conquista.

Si sono in parte persi quei principi e quei valori sui quali, un tempo, le persone costruivano la propria vita: la pazienza, l’impegno, la determinazione e la consapevolezza che le cose più importanti non arrivano subito, ma si conquistano giorno dopo giorno.

Lei ha una giornata pienissima, divisa tra sport, studio e lavoro. Riesce a trovare il tempo per coltivare qualche hobby?

Credo che il tempo per coltivare le proprie passioni e i propri hobby si possa sempre trovare. Uno dei miei più grandi hobby è il disegno, una passione che mi ha trasmesso mio padre quando ero piccolo e che, con il passare degli anni, ho continuato a coltivare, soprattutto durante il periodo del liceo.

Per me disegnare non è soltanto un passatempo, ma anche un modo per esprimermi e ritagliarmi un momento tutto mio. Mi aiuta a sfogarmi, a concentrarmi, a distrarmi dai pensieri e a ritrovare la calma nei momenti in cui ne sento il bisogno.

È una passione che porto avanti con piacere e che, ancora oggi, rappresenta per me un’importante forma di benessere e di espressione personale.