Mario Polverino, il farmacista degli atleti: “Scienza e sport insieme per una migliore prevenzione”
5 Ottobre 2026
Karateka di lungo corso, Farmacista degli sportivi, Mario Polverino ha nel tempo approfondito tematiche biochimiche e farmaceutiche atte a supportare adeguatamente gli sportivi agonisti e gli amanti dello Sport.
Scienza e Sport rappresentano due capisaldi dell’organizzazione sociale contemporanea.
Il prevalere dell’una o dell’altro crea squilibrio
Penso possano rappresentare due facce della stessa medaglia, oserei dire che non può esistere l’uno senza l’altro. Ad oggi non può esistere una pratica sportiva ad alti livelli che lasci un qualunque fattore al caso, ogni movimento è sorretto da forti motivazioni scientifiche. Le stesse trovano la loro piena realizzazione solo quando l’atleta le porta fuori dai libri e dai laboratori permettendogli di raggiungere la sua massima efficienza atletica. Ho costruito tutto il mio percorso provando proprio ad unire questi due punti. Da una parte ci sono i miei studi in farmacia e nutrizione sportiva, dall’altra ci sono io sul tatami a praticare karate (sono attualmente 3° Dan). So cosa significa allenarsi e sentire la fatica. La scienza ci dà le risposte su come funziona il nostro corpo e come recuperare, mentre lo sport è il banco di prova dove verifichi se quelle risposte funzionano davvero.
Il suo obiettivo prioritario è quello di aiutare le persone o attraverso la pratica sportiva o mediante la cura. Oggi, in una società su base, per così dire, “anaffettiva” secondo lei trovano ancora spazio questi nobili sentimenti?
Ci devono essere per forza, oggi più che mai. Spesso vedo tanta confusione e ansia, sia tra chi fa sport sia nella vita di tutti i giorni. Trovare qualcuno che ti ascolta davvero ed è pronto ad aiutarti con competenza fa una differenza enorme.
Quando seguo una persona, per me non si tratta mai di vendere la solita pillolina o dare un piano prestampato. Significa capire empaticamente chi ho davanti, come sta e di cosa ha davvero bisogno. Il karate mi ha insegnato il rispetto, la disciplina e l’onestà; gli studi mi danno gli strumenti per intervenire. Aiutare un atleta a superare un problema o far ritrovare l’energia a chi si sente sempre a terra per me non è solo un lavoro: è una passione vera.
Scienza + Sport = cura perfetta.
Concordo in pieno, ma dobbiamo capirci su cosa significa “curare”. La vera cura non è correre ai ripari quando si sta già male o quando ci si infortuna, ma evitare che succeda prima.
Se unisci un allenamento fatto con criterio a una corretta alimentazione e integrazione, stai dando al tuo corpo la difesa migliore in assoluto. Riduci le infiammazioni, fai funzionare meglio il metabolismo, recuperi prima dalla fatica e proteggi i muscoli. Lo sport, quando è fatto bene con il supporto della scienza, è davvero la migliore medicina preventiva che
abbiamo.
Lei ha acquisito un Master sul Microbiota intestinale sul quale solo da poco tempo si sono puntati gli occhi di una ricerca più approfondita. Può dare un suo contributo per conoscere meglio questo “secondo cervello”?
Qui entriamo nella mia grande passione. L’intestino non è un semplice organo digestivo: è la nostra centralina di controllo, scoprendo che vale specialmente per chi fa sport. Quando ci alleniamo ad intensità molto alte, l’intestino subisce un grosso stress. Può infiammarsi e diventare come un “colabrodo” (la cosiddetta leaky gut), causando gonfiori, infiammazioni, problemi di assorbimento e cali improvvisi di energia.
Se hai l’intestino in salute, digerisci meglio, assimilazione e recupero sono al top e anche la mente è più lucida. Agonisticamente parlando, possiamo dire che ignorare la salute dell’intestino significa regalare un vantaggio agli avversari.
Come si proietta nel futuro la sua attività di Farmacista e di Comunicatore?
Voglio continuare a fare una cosa fondamentale: spiegare le cose complesse in modo semplice, pratico e senza prese in giro. La gente è stufa di falsi miti e promesse miracolose.
Con il mio progetto “Il Farmacista degli Atleti” ho sostanzialmente due obiettivi:
– Divulgazione chiara e diretta: spiegare a chi fa sport come integrarsi e nutrirsi davvero, basandomi sempre sui dati scientifici ma parlando in modo che tutti possano comprendere al massimo e applicare subito i consigli.
– Formazione e supporto: creare contenuti per riviste di settore e momenti di confronto anche per altri colleghi e professionisti, dimostrando che il farmacista può e deve essere un punto di riferimento fondamentale nello sport. Il futuro per me è questo: massima trasparenza, tanta competenza e consigli pratici che funzionano davvero.



