Clinica Cobellis, al top nel trattamento dei tumori del  pancreas

Clinica Cobellis, al top nel trattamento dei tumori del pancreas

16 Febbraio 2022 0 Di La Redazione

 

La Casa di cura Cobellis di Vallo della Lucania, nel Salernitano, persegue l’eccellenza, nella diagnostica, nell’assistenza, nei trattamenti chirurgici e terapeutici, optando per dotazioni strumentali di avanzata tecnologia ed affidandosi a professionisti di riconosciuto valore, come il professore Cristiano Huscher che è il responsabile della chirurgia oncologica, robotica e nuove tecnologie. Con il suo prezioso bagaglio di esperienze ed il “supporto” della Casa di cura salernitana, il professore Huscher continua la battaglia contro il tumore del pancreas che nel 2030, secondo l’OMS, sarà la prima causa di morte in Italia e in Europa.
“Il tumore del pancreas dal punto di vista numerico è un problema importante, con 75mila nuovi casi ogni anno; non possiamo farci trovare impreparati di fronte all’aumento di incidenza di questa neoplasia che va affrontata in maniera multidisciplinare – dichiara – sottolineando i notevoli passi avanti nella genetica con lo studio degli oncogeni e degli oncosoppressori, ma anche nell’oncologia medica e nella chirurgia con tutta una serie di nuove metodologie. A proposito di nuove metodologie, il professore Huscher ha introdotto alla Casa di cura Cobellis la tecnica altamente innovativa, legata alla possibilità di percorrere e studiare dall’interno con un endoscopio il dotto pancreatico dopo il prelievo del segmento malato dell’organo.
“Le immagini sono poi consegnate a una intelligenza artificiale che è in grado di ricostruire la forma e il decorso di questo dotto, dicendoci già prima quali saranno i pazienti che avranno complicanze nel post operatorio rispetto a quelli che avranno un decorso buono. Questo è il primo passo avanti. Il secondo, che è stato pubblicato nel mese di novembre dalla nostra rivista più prestigiosa Annals of Surgery, è una metodologia per unire il pancreas all’intestino: una volta si faceva con dei punti di sutura, oggi si fa con uno stent come quello delle coronarie, che viene immesso nel dotto di Wirsung, il principale dotto escretore pancreatico, e nell’ansa intestinale che deve essere suturata, tenendoli ben uniti e facilitando il passaggio del succo pancreatico all’interno dello stent nell’ ansa intestinale. Questo nuovo device ha ridotto il tasso di complicanze dal 38 per cento circa all’8/9 per cento. I vantaggi di questa tecnica sono la sua estrema facilità di applicazione, ma anche di apprendimento da parte dei chirurghi ampliando così la platea di coloro che la utilizzano – rimarca Huscher annunciando l’obiettivo di effettuare 100 resezioni pancreatiche all’anno. “Un obiettivo raggiungibile, perchè qui alla Cobellis si sta investendo in nuove tecnologie: oltre a queste di cui abbiamo parlato, sono disponibili altri strumenti per studiare e curare questa neoplasia e tutti i tumori; il più importante è un endoscopio ultrasottile. Si tratta di un ecografo più piccolo di un millimetro che, introdotto nel dotto di Wirsung, fa un’ecografia mostrandoci quanto sia spessa la parete e ci fa capire, quindi, quanto può essere valida la sutura che noi facciamo fra pancreas e intestino, che è il problema di questa chirurgia. Ci sono tutta una serie di nuove metodologie che ci consentiranno in futuro di prevedere che cosa succederà al nostro malato, per così quindi poterci preparare per eventuali drawbacks, ovvero complicanze.”- conclude Huscher