Difendersi dal melanoma: le creme protettive non bastano
5 Maggio 2026Ascierto: ” Quasi 9 casi su 10 di melanoma sono legati all’eccessiva esposizione ai raggi UVA”.
Quando mettiamo la crema solare ci sentiamo al sicuro. Ma tre nuovi studi internazionali – pubblicati su Cancer Research, Cancers e Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention – raccontano una storia diversa: i filtri solari, usati senza le giuste precauzioni, possono dare un falso senso di protezione, spingendo le persone a esporsi al sole più a lungo di quanto farebbero altrimenti. Negli ultimi anni, in Italia, i casi di melanoma sono più che raddoppiati: da 6.000 nel 2004 a circa 15.000 oggi. In occasione della Giornata Nazionale per la Prevenzione del Melanoma del 2 maggio, la Fondazione Melanoma lancia la campagna “Vestiti di Prevenzione” con un messaggio preciso: il primo vero scudo contro il tumore della pelle più aggressivo è l’abbigliamento.
Il melanoma in Italia: un problema in crescita
Il melanoma è il tumore cutaneo più aggressivo. In Italia i casi sono aumentati in modo costante negli ultimi decenni, passando da circa 6.000 diagnosi nel 2004 a quasi 15.000 oggi. L’invecchiamento della popolazione spiega in parte questa crescita, ma non è il fattore principale.
«Quasi 9 casi su 10 sono legati all’eccessiva esposizione ai raggi UV», spiega Paolo Ascierto, professore ordinario di Oncologia all’Università Federico II di Napoli e presidente della Fondazione Melanoma Onlus. «Scottarsi anche solo una volta ogni due anni può triplicare il rischio di melanoma».
E il pericolo non è limitato alle giornate afose di luglio: i raggi UV possono danneggiare la pelle da metà marzo a metà ottobre, anche con il cielo nuvoloso o temperature fresche.
Il paradosso della crema solare
La crema solare è utile ma non è sufficiente, e in alcuni casi può addirittura diventare parte del problema. I ricercatori della McGill University hanno descritto quello che chiamano il “paradosso della crema solare”: chi usa i filtri protettivi tende a sentirsi al sicuro e a prolungare l’esposizione al sole, spesso senza applicare il prodotto in quantità adeguata o rinnovarlo dopo il bagno o la sudorazione.
Uno studio pubblicato sulla rivista Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention, basato sui dati della Biobank del Regno Unito, ha prodotto un dato sorprendente: l’uso di creme solari era associato a un rischio più che doppio di sviluppare il cancro della pelle. Non perché la crema faccia male, ma perché chi si espone di più al sole tende a non usarla in quantità adeguata.
«La crema solare è fondamentale, ma non è una licenza di arrostirsi», chiarisce Ascierto. «La maggior parte delle persone non ne applica una quantità sufficiente o rimane esposta ai raggi UV per ore dopo la prima applicazione. L’abbigliamento, invece, non scade, non si lava via col sudore e offre una protezione fisica costante».
Dimmi come ti vesti e ti dirò dove rischi
C’è un dato che colpisce: la localizzazione del melanoma sul corpo non è casuale, ma riflette le abitudini di abbigliamento. Un’analisi della Cancer Research UK mostra una netta differenza di genere. Negli uomini, circa il 40% dei melanomi viene diagnosticato sul dorso (schiena, petto e addome), sulle zone che restano scoperte quando si sta a torso nudo. Nelle donne, invece, più di un terzo dei casi (35%) riguarda le gambe, molto più esposte indossando con gonne e pantaloncini.
«C’è una correlazione diretta tra le abitudini sociali nell’abbigliamento e la localizzazione del tumore», conferma Ascierto. Un meccanismo semplice, ma con implicazioni pratiche immediate.
5 regole per un guardaroba anti-melanoma
1. Coprire senza soffocare
La scelta più efficace non è necessariamente quella più scomoda. Camicie a maniche lunghe in lino o cotone leggero, pantaloni lunghi dal taglio fluido: permettono alla pelle di traspirare meglio dell’esposizione diretta al sole, che aumenta la temperatura corporea e il rischio di scottature.
2. I colori scuri proteggono di più
Il bianco e i toni pastello lasciano passare più raggi UV rispetto ai colori scuri o vivaci. Nero, blu navy e rosso intenso assorbono meglio le radiazioni, impedendo loro di raggiungere la pelle.
3. Occhiali con montatura avvolgente
Gli occhi e la zona perioculare sono estremamente vulnerabili, ma spesso trascurati. Non tutti gli occhiali da sole proteggono davvero: lenti troppo chiare o senza filtri certificati possono indurre la pupilla a dilatarsi, aumentando l’esposizione. I modelli con montatura “avvolgente”, più ampi ai lati, proteggono anche dalla luce riflessa da sabbia, acqua e asfalto, e coprono la pelle del contorno occhi dove la crema raramente viene applicata con precisione.
4. Il cappello con la tesa larga
Una tesa di almeno 7 centimetri protegge orecchie, nuca e cuoio capelluto, zone ad alto rischio spesso dimenticate. Per gli uomini con capelli radi o capelli corti, il cuoio capelluto è una delle sedi più esposte.
5. Cerca l’etichetta UPF
Come le creme solari hanno l’SPF, molti capi tecnici riportano il fattore UPF (Ultraviolet Protection Factor). Un capo UPF 50+ blocca il 98% dei raggi UV, offrendo una protezione paragonabile a quella di un filtro solare ad alta protezione, senza doverlo riapplicare.
La crema solare: come usarla davvero bene
Nonostante quanto detto, la crema solare resta uno strumento fondamentale, a patto di usarla correttamente. Ciò significa applicarla in quantità generosa su tutte le zone esposte, rinnovarla ogni due ore e dopo ogni bagno o sudorazione intensa, e non affidarsi a lei come unica misura di protezione. Filtro alto (SPF 50 o superiore) per le pelli chiare, per i bambini e per chi trascorre molte ore all’aperto.
La crema solare protegge davvero dal melanoma?
Sì, ma da sola non basta. Gli studi evidenziano che i filtri solari, usati senza altre precauzioni, possono creare un falso senso di sicurezza. L’abbigliamento offre una protezione fisica costante che la crema, spesso applicata in quantità insufficiente, non riesce a garantire.
Dove si sviluppa più spesso il melanoma?
Dipende dalle abitudini di abbigliamento. Negli uomini circa il 40% dei melanomi compare su schiena, petto e addome; nelle donne più di un terzo dei casi riguarda le gambe. I raggi UV colpiscono dove la pelle è esposta.
Quali colori di abbigliamento proteggono di più dal sole?
I colori scuri e vivaci – nero, blu navy, rosso intenso – assorbono meglio i raggi UV rispetto ai toni chiari e pastello. Il bianco, contrariamente a quanto si pensa, protegge meno.
Cos’è il fattore UPF nei vestiti?
È l’equivalente tessile dell’SPF delle creme solari. Indica la capacità del tessuto di bloccare i raggi UV. Un capo UPF 50+ blocca il 98% delle radiazioni, offrendo una protezione paragonabile a un filtro solare ad alta protezione.
I raggi UV fanno male anche con le nuvole?
Sì, i raggi UV possono essere sufficientemente intensi da danneggiare la pelle da metà marzo a metà ottobre, indipendentemente dalla presenza di nuvole o dalla temperatura percepita. Le scottature in montagna o nelle giornate coperte sono più comuni di quanto si pensi.
Ogni quanto bisogna riapplicare la crema solare?
Ogni due ore, e immediatamente dopo ogni bagno o sudorazione intensa. La quantità conta quanto la frequenza: la maggior parte delle persone applica meno della metà della dose raccomandata, riducendo significativamente l’efficacia del prodotto.



