Gaetano Gubitosa: “L’ospedale che vorrei è quello che, con il lavoro e l’impegno quotidiano di tutti, stiamo costruendo”

Gaetano Gubitosa: “L’ospedale che vorrei è quello che, con il lavoro e l’impegno quotidiano di tutti, stiamo costruendo”

5 Agosto 2023 Off Di Rita Lazazzera & Pasquale Maria Sansone

Dottore Gubitosa, è appena iniziato il suo secondo mandato come direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Caserta e ha scelto di avere al suo fianco la stessa squadra, il direttore sanitario Annecchiarico e il direttore amministrativo Carrara.

Nei tre anni appena trascorsi, quelli del suo primo mandato, com’è cambiata l’AORN di Caserta?

Nell’ottica dell’ampliamento dell’offerta sanitaria, la Direzione ha programmato il potenziamento strutturale, l’ammodernamento tecnologico e il miglioramento funzionale dell’Azienda Ospedaliera. E lo ha fatto nonostante siano stati anni particolari, in cui abbiamo dovuto affrontare e gestire l’emergenza pandemica da Covid 19. Un’esperienza molto forte sul piano umano, ma anche resiliente sul piano lavorativo. Ne abbiamo ricavato un metodo, che continuiamo ad applicare: la flessibilità organizzativa. Intendo dire che, per offrire risposte efficaci in tempi reali, tutti abbiamo dovuto affinare la capacità di adeguare rapidamente scelte e azioni all’evoluzione progressiva delle circostanze.

Ha parlato di ammodernamento tecnologico. Che cosa è stato fatto?

Attingendo ai fondi del PNRR, del POR FESR 2014/2020 e aziendali, stiamo rinnovando tutto il parco tecnologico dell’Ospedale, dalle TC agli angiografi, dalle colonne laparoscopiche ad altre attrezzature di alta tecnologia. Lo stiamo potenziando con apparecchiature moderne, avanzate, di ultima generazione.

Ha anche parlato di miglioramento funzionale. La carenza di personale è un problema comune a tutte le strutture sanitarie, sia territoriali, sia ospedaliere. Nell’AORN di Caserta?

Nel corso del primo mandato, sicuramente la carenza di personale ha rappresentato una criticità anche per il Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, soprattutto nel primo periodo della pandemia. Abbiamo provveduto alla nomina di ben 17 direttori di altrettante unità operative complesse, assicurando stabilità all’attività sanitaria. Abbiamo potenziato il personale del comparto (infermieri, tecnici, amministrativi, oss), ricorrendo a procedure concorsuali o attingendo ad altre graduatorie. Resta ancora oggi la grande difficoltà di reclutare personale medico da dedicare ai reparti di emergenza. Basti dire che abbiamo indetto tre concorsi per dirigenti medici da impiegare nel Pronto Soccorso e in questi giorni ne abbiamo indetto un quarto. Ma, molti medici si insediano e poco dopo vanno via perché vincono concorsi in altri servizi. Certo, si tratta di un problema comune a tutte le aziende ospedaliere.

A proposito di Pronto Soccorso, c’è sicuramente qualche altro nodo da sciogliere, quello dell’attesa per l’accesso alle prestazioni. Un altro nodo è nelle liste di attesa per quanto riguarda sia gli ambulatori sia gli interventi chirurgici. Problemi ricorrenti, che incidono sulla vita dei pazienti. Che cosa è stato fatto e che cosa si può fare?

Il nostro Pronto Soccorso soffre della chiusura di altri Pronto Soccorso prima funzionanti sul territorio. Serve e ha sempre servito un’utenza molto numerosa e lo fa con grande professionalità. La priorità è ovviamente riservata ai pazienti più gravi. Ma, il nostro P. S. riesce generalmente a garantire l’accesso entro le 8 ore previste, come confermato, tra l’altro, dai dati Agenas. E, comunque, abbiamo concluso un accordo con l’Asl di Caserta, che ha reperito e messo a disposizione, dal mese di giugno, medici di continuità assistenziale per la gestione dei codici minori. Soluzione questa, che ha dato un enorme respiro, consentendo ai nostri professionisti di concentrarsi sull’assistenza e la cura dei casi più complessi. Parallelamente, abbiamo chiesto e ottenuto la collaborazione dei dirigenti medici di altre nostre unità operative per dare una mano ai colleghi del P. S. con un’apposita turnistica.

Per quanto riguarda, invece, le liste di attesa, queste rispecchiano l’andamento regionale. Non ci sono grosse criticità per quanto riguarda l’attività di ricovero. In alcuni settori dell’attività ambulatoriale, invece, il problema è più marcato e si verifica quando il numero delle prenotazioni non è proporzionato all’offerta delle prestazioni sanitarie. Al riguardo stiamo ponendo in essere progettualità mirate all’abbattimento dell’attesa.

Direttore, ha davanti a sé altri tre anni di gestione dell’Azienda Ospedaliera di Caserta. Ha sicuramente chiaro il quadro delle priorità da affrontare e degli obiettivi da raggiungere. In altre parole, che ospedale vorrebbe?

L’ospedale che vorrei è quello che, con il lavoro e l’impegno quotidiano di tutti, stiamo costruendo. Un ospedale più razionale, sicuro, funzionale, con un’offerta sanitaria più ricca e rispondente ai bisogni di salute della cittadinanza. Abbiamo concluso l’ampliamento del Pronto Soccorso e siamo in attesa degli arredi. Stanno lavorando a pieno regime i cantieri per la realizzazione di due nuovi edifici: uno per la Medicina Nucleare, la Radioterapia e l’Unità Spinale con la Riabilitazione, l’altro per il nuovo Blocco Operatorio. Contemporaneamente, è in dirittura d’arrivo la gara da parte di Soresa per l’abbattimento e la realizzazione di nuovi edifici che dovranno ospitare 177 posti letto.

Proprio per la possibilità che mi è stata data di concludere tali interventi, consegnando alla città di Caserta un ospedale rinnovato e potenziato, sono entusiasta della riconferma nell’incarico e della fiducia che la Regione Campania ha riposto in me.