Mario Iermano si racconta: dal teatro napoletano al monologo “Il deserto addosso”
4 Maggio 2026Attore di Teatro, Cinema, Pubblicità, Mario Iermano si mostra senza veli nel monologo di Antonio Mocciola “Il deserto addosso” misurandosi mirabilmente nelle vesti di un migrante dei giorni nostri con la tragedia di tanti uomini e donne costretti ad abbandonare la loro terra alla ricerca di pace e benessere.
Nascere a Napoli significa quasi avere un destino scritto: canto, recitazione, arti visive…. Sembra essere un luogo comune ma in realtà basta girarsi intorno per vedere come la stessa città si trasforma in un grande, immenso palcoscenico.

Vero, ci sono molti stimoli artistici, sopratutto guardando alla nostra storia non solo teatrale e cinematografica. Il dualismo di Napoli come il sacro e profano si rispecchia anche in molti cittadini. Si è sentito spesso dire da dei napoletani che quando sono nella città partenopea le sta stretta e invece, quando sono lontani le manca molto. È un modo di vedere in cui mi rispecchio. Molti di noi napoletani vivono di stenti e speranze. Questo palcoscenico rappresenta un dramma che viviamo con molta ironia. Sperando in un degno lieto fine.
Modello, attore di Teatro, Cinema e di Arti visive. Qual è l’attività che sente più sua?
Sicuramente il teatro. È a teatro che ho capito quello che volevo fare nella vita. Io sono alto solo un metro e settanta ma, sul palco mi sento alto almeno cinque metri ed è lì che realmente dimentico tutto e sento di essere me stesso.
Sicuramente il teatro. È a teatro che ho capito quello che volevo fare nella vita. Io sono alto solo un metro e settanta ma, sul palco mi sento alto almeno cinque metri ed è lì che realmente dimentico tutto e sento di essere me stesso.
Quanto del suo successo attribuisce all’aspetto fisico e quanto alla preparazione e, magari, anche ai colpi di fortuna?

Il successo inteso come riuscita delle cose che faccio è frutto della mia passione e voglia di imparare sempre. Tratto in modo maniacale la mia preparazione ed è una cosa che mi piace molto. Giocare con il testo anche una volta imparato a memoria e cercare di trovare altre chiavi altri punti di vista. La fortuna è un elemento fondamentale per affrontare questa professione così precaria e tanto ambita da molti. Colpi di fortuna ne ho avuti molti e anche se sono rari continuo ad accoglierli quando capitano e non resto fermo quando non arrivano.

Il successo inteso come riuscita delle cose che faccio è frutto della mia passione e voglia di imparare sempre. Tratto in modo maniacale la mia preparazione ed è una cosa che mi piace molto. Giocare con il testo anche una volta imparato a memoria e cercare di trovare altre chiavi altri punti di vista. La fortuna è un elemento fondamentale per affrontare questa professione così precaria e tanto ambita da molti. Colpi di fortuna ne ho avuti molti e anche se sono rari continuo ad accoglierli quando capitano e non resto fermo quando non arrivano.
L’aspetto fisico per chi è impegnato nel mondo dello Spettacolo è fondamentale. Per questo segue una dieta particolare o si limita a fare attività fisica?
Diciamo che cerco di dare il giusto equilibrio. Sono un buongustaio, a Napoli diciamo “buona forchetta” quindi cerco di abbinare una corretta alimentazione all’attività fisica e quest’ultima praticarla sempre anche quando mi concedo sfizi culinari.
Diciamo che cerco di dare il giusto equilibrio. Sono un buongustaio, a Napoli diciamo “buona forchetta” quindi cerco di abbinare una corretta alimentazione all’attività fisica e quest’ultima praticarla sempre anche quando mi concedo sfizi culinari.
Negli ultimi spettacoli lei recita senza veli. Questa cosa le ha creato maggiori difficoltà o, dopo il primo impatto, si è sentito tranquillamente a suo agio?

Quando mi è arrivata la proposta ero titubante. Però la voglia di recitare e imparare ha prevalso. Infatti credo che se avessi rifiutato avrei avuto il senso di colpa per sempre. Ero molto agitato però non appena ho chiesto di fare anche la prova nudo è stato come se l’avessi sempre fatto, mi sentivo molto leggero. Adesso che abbiamo portato un po’ in giro il testo, la nudità è un costume di scena che vuole far capire un po’ come ci si sente ad essere spogliati di ogni diritto.

Quando mi è arrivata la proposta ero titubante. Però la voglia di recitare e imparare ha prevalso. Infatti credo che se avessi rifiutato avrei avuto il senso di colpa per sempre. Ero molto agitato però non appena ho chiesto di fare anche la prova nudo è stato come se l’avessi sempre fatto, mi sentivo molto leggero. Adesso che abbiamo portato un po’ in giro il testo, la nudità è un costume di scena che vuole far capire un po’ come ci si sente ad essere spogliati di ogni diritto.



