Malattie del fegato in crescita in Europa, diagnosi tardive e 780 morti al giorno

Malattie del fegato in crescita in Europa, diagnosi tardive e 780 morti al giorno

4 Maggio 2026 Off Di La Redazione

Le malattie del fegato continuano a crescere in Europa e restano una delle poche grandi patologie croniche non trasmissibili con trend ancora in aumento. È l’allerta lanciata dalla nuova EASL–Lancet Commission on Liver Health in Europe, che stima nella Regione europea dell’Oms quasi 780 decessi al giorno per cirrosi o tumore del fegato, pari a circa 284 mila morti l’anno.

Il secondo rapporto della Commissione, From Evidence to Impact: Implementing Sustainable Liver Health in Europe, evidenzia che la mortalità per tumore epatico è aumentata di oltre il 50% dal 2000, passando da circa 43 mila decessi a 69 mila nel 2023.

Secondo il documento, mentre l’Europa ha registrato progressi contro patologie come malattie cardiovascolari e diversi tumori, il burden epatico continua a salire. “I dati attuali devono essere un campanello d’allarme”, afferma Hans Kluge, direttore regionale Oms per l’Europa, ricordando che cirrosi e tumore del fegato rappresentano circa il 3% di tutti i decessi nella Regione.

Diagnosi tardive e opportunità perse

Uno dei punti centrali del report riguarda la diagnosi tardiva. Secondo la Commissione, centinaia di migliaia di persone in Europa continuano a ricevere la diagnosi quando le opzioni terapeutiche sono limitate e gli esiti peggiori.

Per questo il documento indica come priorità clinica il rafforzamento di diagnosi precoce, presa in carico integrata e continuità assistenziale tra cure primarie, specialistica e servizi territoriali.

Tra le tre priorità individuate figurano infatti:

• rendere la salute del fegato una priorità sanitaria nei piani nazionali ed europei;

• diagnosticare e trattare prima le patologie epatiche, con percorsi coordinati per pazienti spesso pluripatologici;

• agire sui fattori causali.

Il report indica come principali cause di mortalità epatica in Europa:

• consumo di alcol;

• obesità;

• epatiti virali.

Richiama inoltre la crescita della MASLD (metabolic dysfunction-associated steatotic liver disease), favorita da obesità, dieta non salutare e consumo di alcol.

Secondo la Commissione, la riduzione dei fattori comportamentali di rischio potrebbe quasi dimezzare il carico di malattia epatica, con benefici anche su diabete, tumori e malattie cardiovascolari.

Le richieste ai governi

La Commissione invita governi europei, Unione europea e Oms a inserire la salute del fegato nelle strategie sulle malattie croniche non trasmissibili. Tra le raccomandazioni:

• avvertenze sanitarie sui prodotti alcolici;

• limiti al marketing digitale rivolto ai giovani;

• maggiore regolazione e tassazione di alcol e alimenti ultra-processati;

• ampliamento di test e cure per epatiti virali in migranti e popolazioni vulnerabili;

• accesso ai farmaci attraverso acquisti congiunti e cooperazione sui prezzi tra Stati membri.

Secondo la modellizzazione riportata nel documento, in assenza di malattie epatiche le economie dei Paesi Ue e degli altri Stati europei associati sarebbero superiori di circa 55 miliardi di euro l’anno, con un impatto sul Pil regionale stimato intorno allo 0,3%.

Per Debbie Shawcross, segretaria generale EASL, “non manca l’evidenza scientifica, manca l’azione”.