SIMI Campania, l’appello degli internisti: “Accelerare la riforma ospedale-territorio”
9 Giugno 2026Al centro del summit scientifico annuale, tenutosi all’Università Federico II di Napoli, l’epidemia silenziosa delle patologie cardio-nefro-metaboliche, le sfide della medicina d’urgenza e la presa in carico dei pazienti oncologici.
La riforma del continuum tra ospedale e territorio è la chiave di volta per ridisegnare la sanità in Campania, uscita a marzo dal Piano di rientro sanitario dopo il via libera definitivo di Ministero della Salute e MEF. Uno scenario che apre la strada a un nuovo modello clinico organizzativo da implementare al più presto per ridurre il sovraccarico dei Pronto Soccorso, favorire il turn over nei reparti di degenza e contenere il fenomeno della mobilità passiva.
Lo ha sottolineato la SIMI (Società Italiana di Medicina Interna) Campania in occasione del Congresso Regionale, tenutosi all’Università Federico II di Napoli.
“L’uscita dal commissariamento – dichiara il dott. Agostino Buonauro, presidente SIMI Campania – permette finalmente un’autonomia di spesa che deve tradursi in investimenti mirati sulla sanità pubblica, sbloccando i fondi per l’edilizia ospedaliera e per nuove assunzioni, fondamentali per incrementare i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). La Campania, infatti, soffre ancora il secondo saldo negativo più alto d’Italia per mobilità interregionale passiva”.
È fondamentale lavorare sul potenziamento della continuità assistenziale.
“Bisogna rendere operativo il nuovo piano ospedaliero regionale. La gestione frammentata del paziente cronico complesso causa ricoveri impropri e prolungati. Serve una riforma del continuum ospedale-territorio che veda l’internista come figura perno all’interno delle Case e degli Ospedali di Comunità”, spiega Buonauro.
Sull’emergenza Pronto Soccorso la SIMI frena sui facili entusiasmi: “Non sarà il ticket da 25 euro per i codici bianchi introdotto dal primo gennaio 2026 a decongestionare i reparti. Le cause del sovraccarico sono complesse e non basta l’introduzione del pagamento per i casi non gravi per deviare la domanda di salute. Occorre sfruttare la riorganizzazione territoriale e ascoltare i professionisti che opereranno nelle nuove strutture tenendo conto del ruolo filtro della Medicina Interna”, prosegue il dottore.
I numeri fotografano una pressione critica: il 70% degli accessi totali nei PS campani è costituito da codici bianchi e verdi (non urgenti) e tra il 22% e il 25% degli accessi complessivi è improprio, cioè si tratta di prestazioni a bassissima priorità clinica che troverebbero risposta sul territorio. Inoltre, la Campania è al primo posto in Italia per deficit di camici bianchi nei PS, con una carenza stimata di circa 800 medici di medicina d’emergenza-urgenza.
“In questo scenario, la medicina interna sul territorio può agire come fulcro della cronicità e della multimorbilità, operando come ponte attraverso strumenti da potenziare urgentemente: gli ambulatori di complessità nelle Case e Ospedali di Comunità, la telemedicina e gli ambulatori post-dimissione”, specifica il dottor Buonauro.
L’invecchiamento della popolazione sta mutando radicalmente la domanda di salute in Campania. Nei reparti di medicina interna l’indice di saturazione medio dei posti letto è già al 90%, pur mantenendo una degenza media efficiente, al di sotto dei 7 giorni. “Il vero imbuto – prosegue Buonauro – è rappresentato dal post-dimissione: la mancanza di percorsi chiari sul territorio spinge le famiglie e i caregiver a richiedere la prosecuzione in reparti a bassa intensità come le lungodegenze. Tuttavia, la scarsità di questi posti letto genera tempi di attesa di giorni, bloccando i posti per acuti in ospedale ed esponendo, al contempo, i pazienti anziani e fragili al rischio di nuove infezioni ospedaliere”.
Il Congresso ha affrontato vecchie e nuove sfide della medicina interna, dedicando un’ampia sessione alle patologie cardio-nefro-metaboliche (CKM) che da sole abbracciano oltre il 65% delle patologie internistiche. In Campania si tratta di una vera e propria epidemia che interessa oltre un milione di cittadini, con un impatto economico e strutturale critico sulle casse regionali a causa dell’interconnessione dei disturbi tra cuore, reni e sistema metabolico.
Strettamente legato a questo quadro è il tema dell’eccesso ponderale: la Campania detiene lo storico e critico primato nazionale con il 50,6% degli adulti in sovrappeso o obesi e oltre il 43% dei bambini. Il focus SIMI Campania ha messo a confronto clinici e chirurghi per favorire un reale accesso alle cure farmacologiche innovative e alla chirurgia bariatrica. Gli esperti hanno affrontato anche le odierne sfide della medicina d’urgenza, la presa in carico del paziente oncologico e il trattamento di patologie come l’enfisema, il delirium e l’anemia sideropenica.
“Anche quest’anno l’obiettivo è diffondere la cultura della medicina interna attraverso la trasmissione, soprattutto ai colleghi più giovani, di un approccio clinico olistico ai pazienti, sempre più spesso fragili e complessi. Per questo al centro dell’evento scientifico c’è il desiderio di fare formazione e informazione sulle ultime novità cliniche, diagnostiche e terapeutiche e di dare l’opportunità di ascoltare il parere di esperti nazionali su argomenti che abbracciano il mondo internistico”, conclude Buonauro.


