Monaldi, cardiopatie complesse: efficacia del modello multidisciplinare

Monaldi, cardiopatie complesse: efficacia del modello multidisciplinare

9 Giugno 2026 Off Di La Redazione

Domani (10 giugno) workshop scientifico all’Ospedale Monaldi. il manager Iervolino: “L’imaging non è più solo diagnosi, ma parte essenziale del percorso di cura”.

Integrare competenze diverse attorno al paziente, superando la logica delle specialità isolate, per affrontare cardiopatie congenite, cardiomiopatie e patologie valvolari complesse con percorsi sempre più personalizzati. È il modello sviluppato all’Ospedale Monaldi dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, centro di riferimento regionale e nazionale per le malattie cardiovascolari complesse, dove l’imaging cardiaco avanzato è ormai parte integrante della diagnosi, della pianificazione cardiochirurgica e interventistica e del follow-up dei pazienti. A questo modello è dedicato l’incontro scientifico “Imaging cardiaco avanzato tra cardiologia e cardiochirurgia: gestione integrata delle cardiopatie congenite e cardiomiopatie in un centro di III livello”, in programma domani (10 giugno ore 9:00) nell’Aula Conferenze del Centro Ricerche Cardiologia dell’Ospedale Monaldi. L’iniziativa riunisce specialisti dell’AORN dei Colli, dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, dell’Università La Sapienza – AOU Sant’Andrea di Roma e dell’Ospedale del Cuore “Gaetano Pasquinucci” di Massa. I lavori, introdotti dai saluti del presidente eletto SIRM, professor Luca Brunese, e del direttore generale dell’AORN dei Colli, avv. Anna Iervolino, vedranno il contributo, tra gli altri, di Lorenzo Galletti, Maria Giovanna Russo, Berardo Sarubbi, Giuseppe Limongelli, Carlo Liguori, Aurelio Secinaro, Marco Francone, Pierluigi Festa, Lamia Ait Ali, Giancarlo Scognamiglio, Marta Rubino, Roberta Iacobelli e Gianpiero Gaio. Il comitato scientifico è composto da Carlo Liguori, Giuseppe Limongelli, Maria Giovanna Russo e Berardo Sarubbi. Il programma affronta temi centrali per la medicina cardiovascolare moderna: dalle cardiopatie congenite del bambino e dell’adulto alla gestione del paziente adulto con cardiopatia congenita, dalla tomografia computerizzata alla risonanza magnetica cardiaca, dall’ecocardiografia fetale alla pianificazione pre-chirurgica, fino al ruolo dei team multidisciplinari nelle cardiomiopatie e nelle valvulopatie. “Il Monaldi è storicamente uno dei principali riferimenti per le malattie cardiovascolari complesse e in questi anni l’Azienda ha continuato a investire nelle attività cardiologiche, cardiochirurgiche e di imaging cardiovascolare”, dichiara Anna Iervolino, direttore generale dell’AORN dei Colli. “Anche nei periodi più difficili per il sistema sanitario, queste attività non hanno subito rallentamenti significativi, ma sono state consolidate e ulteriormente implementate grazie all’impegno dei nostri professionisti. L’imaging cardiaco avanzato non rappresenta più soltanto uno strumento diagnostico: è una componente essenziale del processo di cura, della precisione terapeutica e della personalizzazione dei percorsi assistenziali”. Al centro del workshop vi è dunque una visione organizzativa che unisce cardiologi clinici, cardiochirurghi, radiologi, emodinamisti, specialisti dell’imaging, anestesisti e personale sanitario dedicato. Un approccio che consente di affrontare patologie ad alta complessità con una presa in carico integrata e con tecnologie sempre più sofisticate. Particolare rilievo assume anche la collaborazione con l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, il cui gruppo di professionisti, guidato dal professor Lorenzo Galletti, ha offerto in questi mesi un supporto significativo all’attività cardiochirurgica pediatrica del Monaldi e ai percorsi assistenziali rivolti ai piccoli pazienti della Campania. Il confronto scientifico che rappresenta, insomma, non solo un momento di aggiornamento specialistico, ma anche l’occasione per valorizzare un modello di cura che pone al centro la collaborazione tra professionisti, l’innovazione tecnologica e la continuità assistenziale per i pazienti più complessi.